I numeri sugli spalti non sono di primissima fascia ma lo zoccolo duro del tifo del Novara segue con passione le sorti della squadra della propria città. Negli ultimi dieci anni, che hanno visto la solida società piemontese arrivare in massima serie e retrocedere nuovamente in serie C, salvo poi riconquistare la cadetteria nel 2015, gli aficionados azzurri hanno vissuto momenti molto belli ma hanno dovuto affrontare pure periodi bui, soprattutto per ciò che concerne l’ambito curvaiolo.

IL MOVIMENTO ULTRAS PIEMONTESE
I gruppi organizzati del tifo novarese occupano la curva Nord dello stadio intitolato all’indimenticato campione Silvio Piola. Sia nelle gare casalinghe che nelle trasferte, i numeri del tifo azzurro non sono proprio esaltanti ma i tanti vuoti sugli spalti non sono da attribuire ad una scarsa passione per la squadra della propria città. Negli ultimi anni, infatti, agli ultras piemontesi sono stati comminati diversi provvedimenti Daspo, che hanno decimato il tifo organizzato della curva Nord. Il derby di qualche anno addietro con la Pro Vercelli, contraddistinto da disordini pre e post-partita, ed i fatti dello scorso anno dopo la sfida Novara-Spal, hanno fatto sì che gli ultras novaresi si trovassero ad affrontare un momento piuttosto difficile. La repressione verso la tifoseria organizzata del Novara, infatti, è stata molto forte e portare avanti la Curva Nord, con poche unità “attive”, è stata impresa piuttosto ardua per gli ultras azzurri. Proprio per questo, lo striscione principale del direttivo (Nuares) è stato esposto al contrario in segno di protesta per tutta la stagione scorsa. Anche nel match dello scorso campionato all’Arechi contro la Salernitana, i tifosi azzurri si presentarono con tutti i propri vessilli girati al contrario, per protestare pacificamente contro le numerose diffide. Nella stagione in corso, che vede un centinaio di ultras piemontesi posizionati sui gradoni della Nord del “Piola” dietro un unico striscione (“Non durerà una partita ma tutta la vita…passione infinita“), la curva novarese prova comunque a trascinare con entusiasmo la squadra azzurra, partita con grandi ambizioni ma oggi costretta a lottare in zona play-out. Nel settore più caldo del tifo novarese, spiccano due bandieroni raffiguranti la Cupola di San Gaudenzio, simbolo della città, ed il volto dell’ex stopper Giovanni Udovìcich, capitano e “bandiera” del Novara degli anni ’60-’70. Nelle gare esterne, invece, gli ultras azzurri solitamente si compattano dietro lo striscione blu con la scritta “Nuares” in bianco.

LE DIFFIDE DOPO IL MATCH CON LA SPAL E LA CONFERENZA STAMPA DEI NUARES
Le numerose diffide piovute sulla tifoseria piemontese sono riconducibili al post-partita di Novara-Spal, disputata nel novembre del 2016. Per il match contro gli estensi, presenziarono al fianco degli ultras azzurri anche gli storici gemellati di Rimini, fatto abbastanza usuale nel mondo delle curve, soprattutto in occasioni di gemellaggi e rivalità. Dopo la fine della partita, i novaresi trascorsero tutta la serata con gli amici romagnoli, brindando allo storico gemellaggio tra le due tifosere. Qualche birra, l’accensione di torce e l’intonazione di cori, alcuni dei quali offensivi verso le forze dell’ordine. Tutto ciò fece scattare l’arrivo di alcune volanti della Polizia, con successive denunce e diffide ai danni degli ultras del Novara. Proprio i responsabili del gruppo “Nuares”, feriti nell’orgoglio per quello che a detta loro fu un vero e proprio abuso nei confronti del movimento ultras azzurro, organizzarono dopo qualche giorno una conferenza stampa insieme ai propri legali, alla presenza di tv e carta stampata piemontese. “Quanto apparso sui giornali non corrisponde alla verità e fa emergere un ritratto inesatto di noi. Siamo ultras e crediamo in dei valori, non siamo affatto dei violenti“, il pensiero espresso nella conferenza da alcuni portavoci del direttivo della Curva Nord. Secondo la parte più calda del tifo del Novara, l’immagine data dalla Questura e dai giornali era assolutamente distorta e la conferenza voleva appunto chiarire quanto accaduto in quella serata insieme ai fratelli di Rimini. Quello che lasciò basiti i Nuares, fu anzitutto la sproporzione tra quanto accaduto e la pena inflitta, ma pure le perquisizioni in casa di altri ultras novaresi, assenti in occasione della serata finita sotto la lente d’ingrandimento. I supporters azzurri, inoltre, non risparmarono qualche “frecciatinaalla società proprio sulla tematica dei Daspo. Al club presieduto dal patron Massimo De Salvo, al quale gli ultras hanno comunque sempre riconosciuto lungimiranza e serietà, la Curva Nord novarese rimproverò di non esser stato presente a supporto dei propri irriducibili. “Quando c’è stato bisogno di noi, abbiamo sempre risposto presenti, mentre quando noi eravamo in difficoltà, siamo stati lasciati soli“, lo sfogo di uno dei leader della Nord azzurra, che si aspettava qualche attestato di solidarietà da parte del sodalizio piemontese.

GEMELLAGGI E RIVALITA’
Come detto, il rapporto più solido degli ultras novaresi è quello con i Red White Supporters del Rimini. Un gemellaggio nato da diversi anni e consolidatosi nel tempo, con frequenti “visite” dei piemontesi in Romagna e dei biancorossi nella curva Nord di Novara.
La rivalità più sentita, invece, è con i tifosi della Pro Vercelli, ma pure con le torcide di Pro Patria, Pavia, Alessandria e Varese, i rapporti non sono molto distesi e hanno visto in passato diversi episodi di disordini.

 

fonte foto: Sportpeople.net

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