giada franco

di FILIPPO NOTARI

Gli esperti della palla ovale la considerano la nuova stella del rugby femminile italiano. Perché Giada Franco, 22 anni ancora da compiere, ha saputo incantare tutti durante l’ultimo Sei Nazioni femminile, al punto da attirare su di sé anche i riflettori della stampa internazionale che l’ha inserita tra le migliori giocatrici del torneo. «Indossare la maglia azzurra è il sogno di ogni sportivo», racconta la giovane italo-brasiliana originaria di Baronissi (dove ha vissuto fino a due anni fa) e iscritta al corso di laurea in Scienze Motorie presso l’Università degli Studi di Salerno. «Il Sei Nazioni, poi, è il sogno di ogni rugbista. Per me è stata un’esperienza molto emozionante e ricca. Mi sono ritrovata a giocare a livello internazionale, con atlete esperte che sono punti di riferimento per tutto il movimento».

E pensare che l’atleta del Colorno non avrebbe dovuto nemmeno far parte della delegazione azzurra. Ma il destino, si sa, a volte scrive trame che non riuscirebbero nemmeno a uno scrittore. Valeria Fedrighi è costretta ad abbandonare il gruppo per infortunio. Un imprevisto che spalanca le porte della Nazionale per Giada Franco e dà inizio al sogno della 22enne. Coach Andrea Di Giandomenico le concede subito l’esordio in azzurro al 25° del primo tempo di Irlanda-Italia (prima di allora aveva disputato solo i campionati europei Under 18 di rugby a 7 e i mondiali universitari). La salernitana non avverte l’emozione della prima volta. Anzi. Mette in campo l’esperienza e il carisma di una veterana, conquistando un posto nel XV ideale della seconda giornata del torneo e la maglia da titolare nelle successive tre partite. Al Principality Stadium di Cardiff l’Italia ottiene una storica vittoria (22-15) contro il Galles e Giada Franco viene nominata Woman of the match. Nella gara successiva, quella vinta contro la Scozia, arriva anche la prima meta per l’italo-brasiliana che chiude nel migliore dei modi il suo primo Sei Nazioni (clicca qui per vedere il video). «Il bilancio complessivo – commenta la portacolori del Colorno – è positivo. Abbiamo conquistato due vittorie su cinque, con un gruppo che, dopo i Mondiali, si è molto rinnovato».

Ma il torneo internazionale ha soprattutto portato alla ribalta il nome dell’atleta salernitana, inserita sia dal Times che dallo Scrum Queens (il principale sito mondiale dedicato al rugby femminile) nel XV ideale della kermesse sportiva.

Soddisfazioni che ripagano i tanti sacrifici fatti dalla 22enne, costretta a salutare la sua città per continuare a coltivare la passione per il rugby. «Ho iniziato a giocare quasi per caso», racconta Giada riavvolgendo il nastro dei ricordi. «Frequentavo il liceo Da Procida di Salerno che collaborava con il Salerno Rugby per avvicinare i giovani alla pratica sportiva. Iniziai a fare rugby e non ho più smesso. Dopo qualche anno fui costretta a spostarmi a Benevento perché a Salerno non c’era la formazione seniores. Nel Sannio ho iniziato a giocare in serie A, disputando per due anni consecutivi le semifinali play-off scudetto. Ma anche lì, siccome non eravamo in tante, la squadra si è sciolta e, insieme a una mia compagna di squadra, mi sono trasferita a Colorno». In Emilia, Giada ha avuto la possibilità di crescere, guadagnandosi la convocazione in Nazionale. «Lo scorso anno abbiamo perso la finale scudetto – conclude la 22enne -, quest’anno siamo prime in classifica, speriamo di riuscire a vincere il campionato».

(foto tratta da Facebook)

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