E’ un giorno triste per la Givova Scafati. Un’intera società è colpita nel cuore, profondamente addolorata e sconvolta per la prematura scomparsa di Domenico Izzo, figura storica del club di via della Gloria. Un problema cardiaco l’ha strappato all’amore e all’affetto di tutti i suoi cari e di coloro che gravitavano intorno al movimento cestistico scafatese, che piangono la sua prematura scomparsa e ne commemorano il ricordo. Un ricordo dolcissimo di un punto di riferimento per quanti frequentavano il PalaMangano, dal più giovane degli atleti al meno assiduo dei tifosi. Di seguito, il ricordo che Antonio Pollioso – avvocato, giornalista, dirigente gialloblu e “innamorato” del basket – ha affidato a Macchie d’inkiostro.

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Ok, era un miracolato. Ne aveva passate tante nella sua vita, ma alla fine era sempre lì, con la sua tuta gialloblù a fare caffè, ordinare il magazzino e curare il PalaMangano, neanche fosse casa sua e di cui conosceva ogni segreto, ogni problema, ogni soluzione. Ne aveva visti passare tanti di atleti, dirigenti, giocatori e addetti stampa… tutti potevano essere sostituiti, tranne lui, sempre lì, col suo sorriso ed il suo modo burbero di fare, che nascondeva un cuore delicato, tenero, dolce. Già, proprio il cuore, quello che da sempre lo aveva tenuto in apprensione, lo aveva avvicinato in altre occasioni alla morte, ma lui l’aveva sempre affrontata a testa alta, con tracotanza, mettendola kappaò. I suoi bypass non si contavano più, come i suoi sorrisi, le sue battute, i suoi messaggi whatsapp e le sue urla, che indirizzava soprattutto verso i più giovani, perché “s’avevan’ ‘mparà”.
Qui mancherà a tutti, ai più grandi e ai più piccoli, agli amici di sempre e a chi è stato anche solo di passaggio. Mancherà soprattutto la sua sincerità, il suo modo di vedere la vita e di affrontare il mondo, la sua serietà che diventava simpatia all’occorrenza; mancherà il suo essere amico e confidente, il suo essere custode prezioso di tanti segreti.
Ora nulla in quel palasport sarà come prima. Non voglio cambiare tono di voce, non voglio neppure assumere un’aria solenne o triste. Voglio solo continuare a ridere come abbiamo fatto insieme per anni, senza lasciare che la morte o il dolore mi rubino i ricordi gioiosi, perché un affetto sincero non morirà mai.
Mimì… il tuo ricordo vivrà per sempre nel cuore di chi ti ha voluto bene: più forte di qualsiasi abbraccio, più importante di qualsiasi parola.

ANTONIO POLLIOSO

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