di VITTORIO GALIGANI

“Nonna” Salernitana, potremmo definirla. Cento anni a giugno 2019. Una vita, una storia appassionante. Vissuta tra successi esaltanti e rovinose cadute.

Nonna Salernitana, dicevamo, sempre pronta a rialzare la testa. Amorevolmente sorretta dalla passione, a volte folle e sempre intramontabile, dei suoi tifosi. Storie indimenticabili di aspre “battaglie” vissute al Vestuti. Il fortino inespugnabile al centro della città. Tanti avversari ci hanno lasciato le penne. E poi l’Arechi, l’impianto sontuoso, cresciuto vicino al mare. Su quegli spalti maestosi si sono consumate ambiziose illusioni. Traguardi soltanto sfiorati (la serie A raggiunta una volta) e la realtà di qualche cocente delusione. L’amarezza di qualche retrocessione e l’onta di qualche fallimento di troppo. Il cavalluccio marino, l’emblema, conteso in un duello giudiziario che non aveva ragione di esistere.

L’ultimo, in ordine di tempo, a correre al capezzale di “nonna” Salernitana, l’imperatore Claudio. La storia è recente. L’ennesimo fallimento dopo lo spareggio perso con il Verona. Il ripescaggio dall’Eccellenza. L’immediata vittoria in serie D. La promozione in serie C. L’abbraccio con la serie B. Un crescendo, costante, che aveva fatto credere (sperare) nel possibile approdo, in tempi comprensibilmente brevi, alla serie A.

Il tifoso si “nutre” di queste situazioni. La passione del tifo si alimenta con quelle speranze. Gli spalti si riempiono nella convinzione di riuscire a vincere. L’anonimato di una classifica mediocre svuota i gradoni.

Claudio Lotito a differenza di molti altri uomini di calcio è un pragmatico. Magari “strafottente”, senza peli sulla lingua, ma di una capacità unica a livello di gestione generale (sportiva e finanziaria). Il “magno” non le manda certo a dire, alcune volte (spesso) sbagliando. Le ultime sue esternazioni hanno creato una frattura (speriamo sanabile) con l’ambiente granata. “Nonna” Salernitana, della situazione che si è venuta a creare, ne sta soffrendo. I suoi cento anni ormai non lontani meritano una festa degna della tradizione sportiva granata. Deve essere coinvolto tutto il territorio. Una data che deve essere ricordata nel tempo. Un gesto commemorativo negli intenti e nelle iniziative.

Lotito e Mezzaroma starebbero pensando di celebrare la ricorrenza affiancandosi con terzi per l’organizzazione dell’evento. L’indiscrezione, nel merito, è ghiotta. Una decisione da interpretare positivamente. Un primo passo di riavvicinamento? Di certo la volontà di dimostrare che non esistono figli di un dio minore. Anche il “consolato” sulle rive del Tirreno merita le giuste attenzioni. Utilizzando però, nella programmazione, i tempi ed i metodi ritenuti più consoni alla bisogna. Di questo, anche nella indispensabile riconciliazione tra proprietà e territorio, si dovrà tenere buon conto. Immedesimandosi nella dimensione attuale, di crisi, che offre il sistema calcio. La solvibilità rende sostenibili i progetti e garantisce la continuità nella gestione. Lotito e Mezzaroma nello specifico rappresentano, in assoluto, delle garanzie.

Gli esempi forniti da Vicenza, Modena e Arezzo rappresentano casi significativi. La preoccupante situazione finanziaria del Cesena è stata resa pubblica. Anche nella vicina Avellino si accuserebbero difficoltà nella “respirazione”. Per di più, a quanto ci risulta, di Paperon de’ Paperoni in procinto di ormeggiare al porto di Salerno non se ne annuncia l’imminenza.

Il resto spetta a Lotito e Mezzaroma, chiamati ad avvicinarsi con degni risultati, oltre che con piacevoli “eventi”, al prestigioso compleanno della “nonnina”.

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