di NICOLA LANZILLI

La sua vita calcistica a Salerno iniziò in maglia blaugrana per poi concludersi con la “classica” casacca granata della Salernitana. Un’avventura lunga tre anni durante la quale Gustavo Di Mauro Vagenin ha contribuito a suon di gol – alcuni decisamente pesanti – alla rinascita del club del cavalluccio marino dopo il fallimento del 2010 e la ripartenza fra i dilettanti. A distanza di qualche anno, l’attaccante brasiliano ricorda ancora con affetto quel periodo vissuto all’Arechi: «Arrivai a Salerno con grande entusiasmo, il progetto del presidente Lotito mi convinse sin da subito. Furono stagioni ricche di soddisfazioni nelle quali conquistammo due promozioni passando dalla serie D alla C1, oltre a vincere due trofei (la Supercoppa di seconda divisione e la Coppa Italia di Prima divisione, ndr)».

Obiettivi raggiunti anche grazie alle sue 16 reti, tutte ancora impresse nella memoria dell’attaccante di San Paolo: «Ricordo tutti i miei gol. Il primo fu in serie D, a Selargius, quando al 95esimo segnai il 3 a 2. Fu un momento indimenticabile. Ma il più emozionante resta quello contro il Benevento all’ultimo secondo: mi diressi subito sotto la curva, i tifosi erano impazziti. Iniziarono a lanciarmi anche sciarpe, nessuno stava capendo cosa stesse succedendo. Quella fu una vittoria importante per la classifica: quei tre punti ci lanciarono verso i playoff, poi persi col Frosinone».

Il suo estro conquistò sin da subito i supporters granata: in tanti non hanno mai perso le speranze di rivederlo con la maglia dell’ippocampo. «Ho sempre avuto un grande rapporto con i tifosi, ancora oggi mi scrivono e mi chiedono di tornare. A Salerno ho tanti amici, infatti tra qualche settimana verrò in città anche per conoscere il figlio del mio procuratore Gaetano Montalbano». Fallita la terza promozione di fila, le strade di Gustavo e Salernitana si divisero, ma non per volere del calciatore sudamericano: «Il mio desiderio era restare ancora per molti anni, in città mi ero subito ambientato bene e dopo aver imparato l’italiano mi ero anche iscritto all’Università, facoltà di Scienze della Comunicazione. La società, però, mi fece capire di non voler puntare su di me».

Archiviata la parentesi granata, Gustavo fece tappa in Piemonte con il passaggio al Novara, prossimo avversario della Salernitana: «Dopo il mancato rinnovo decisi di accettare l’offerta del Novara. Anche se giocai solo sei mesi, prima di passare al Lecce, conservo un buon ricordo di quell’esperienza. Rimasi molto sorpreso dalla professionalità della società e dalle strutture all’avanguardia dove ci allenavamo». Dal 2016 l’attaccante brasiliano è in forza ai romeni del Craiova con i quali ha avuto la possibilità di giocare partite di grande fascino come il preliminare di Europa League contro il Milan: «Giocare a San Siro è stata un’emozione incredibile. Prima di quella partita ho ripensato al mio arrivo in Italia e alla strada percorsa per giocare partite del genere. Avrei preferito affrontare squadre di questo livello magari tentando di arrivare in serie A, ma purtroppo in Italia non si dà fiducia ai ragazzi provenienti dalle categorie inferiori».

La stagione in corso potrà riservare ancora tante gioie al talento di San Paolo, in piena lotta per il titolo nazionale e la coppa di Romania. In più con 11 gol è in corsa anche per il titolo di bomber principe del campionato. Domani pomeriggio all’Arechi si sfideranno Salernitana e Novara, Gustavo ha le idee chiare su chi tifare: «Ovviamente per la Salernitana. Spero possa vincere e chiudere in maniera positiva la stagione, magari con la conquista dei playoff».

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