DI NICOLA LANZILLI

Giovedì la Salernitana giocherà contro l’Empoli, ma in un certo senso è come se affrontasse una parte di sè. Un pezzo del suo passato che, però, potrebbe rovinare quanto di positivo sta costruendo in questo presente con i 10 punti ottenuti in 4 partite. Difficilmente, infatti, faranno sconti Francesco Caputo e Alfredo Donnarumma, ex di turno dalla vena realizzativa spaventosa con le 39 reti segnate in due che fanno di loro la coppia gol più prolifica della categoria. Le loro esperienze a Salerno hanno ben poco in comune, sia per i differenti momenti storici nei quali sono stati protagonisti e sia per i risultati ottenuti sul campo.

Il bomber barese ha vestito granata nella stagione 2009/10, annata conclusasi con un fallimentare ultimo posto. Furono mesi turbolenti quelli per Caputo. Autore di 7 gol (tra campionato e coppa Italia) in 38 partite, fu spesso bersaglio di critiche da parte dei tifosi del cavalluccio marino che lo accusarono di scarso impegno. La situazione divenne insostenibile per Caputo che nel match, ironia della sorte, proprio contro l’Empoli reagì zittendo la Curva Sud dopo la sua rete all’ennesimo attacco dei tifosi (prima della partita fu esposto uno striscione con su scritto “Vogliamo 11 Soligo in campo, mai un Caputo”). Gesto che inevitabilmente fece incrinare i rapporti tra il calciatore e la parte più calda del tifo salernitano. Nonostante le pronte scuse dello stesso Caputo a fine gara, il quale si vide rigettare contro la maglia regalata in segno di pace, non ci fu nulla da fare. E inevitabilmente a fine stagione le strade del numero 18 e della Salernitana si divisero per sempre.

Tutta un’altra storia quella che ebbe come protagonista Alfredo Donnarumma, in granata per due stagioni nel corso delle quali mise a segno 19 reti contribuendo alla doppia salvezza dell’ippocampo. Reduce dalla promozione con il Teramo, dove fece sfracelli in Lega Pro in coppia con Gianluca Lapadula, Donnarumma non riuscì a mostrare il suo potenziale sin da subito. Colpa anche del ruolo di esterno affibbiatogli da Torrente ad inizio campionato. L’istinto killer del biondo attaccante, però, non restò sopito a lungo. Uscendo prepotentemente fuori quando venne schierato con continuità al fianco di Massimo Coda, andando a comporre un tandem offensivo tra i più letali della serie B. Con 30 gol totali che permisero al club di patron Lotito di mantenere la categoria. Seppur all’ultimo respiro con i playout vinti contro il Lanciano. Una stagione conclusa in crescendo quella di Donnarumma che convinse la società granata a trattenerlo nonostante le offerte folli ricevute come i 900mila euro del Chievo Verona. Non altrettanto esaltante la seconda, e ultima, annata di Donnarumma a Salerno con sole 6 reti all’attivo e una sola partita giocata 90 minuti. Bottino, però, ugualmente utile a convincere l’Empoli che ora può godersi l’esplosione definitiva del bomber campano.

Durante la sfida del Castellani il tecnico dei toscani Aurelio Andreazzoli non dovesse riuscire a scardinare la difesa granata potrà sempre contare su un altro ex, anche lui un “numero 9”, come Alejandro Rodriguez. Per “Peter Pan” solo sei mesi all’Arechi ma decisamente intensi tra l’iniziale scetticismo e la rete che diede il via alla storica rimonta contro l’Avellino nel derby del Partenio.

Difficilmente, invece, troverà spazio nell’undici titolare Pietro Terracciano, quarto giocatore empolese ad aver indossato la divisa del cavalluccio marino. La sua esperienza salernitana è stata caratterizzata dai dualismi che lo hanno accompagnato nel biennio granata. Nel 2015 fu Thomas Strakosha a mettere a rischio la titolarità dell’estremo difensore di San Felice a Cencello, il quale nonostante qualche incertezza (in particolare l’errore contro il Trapani che permise a Nicola Citro di segnare il gol partita) riuscì a sbaragliare la concorrenza. Ma il “posto fisso” non è facile da mantenere e nel gennaio 2017 l’arrivo di Alfred Gomis costrinse l’ex Catania e Avellino di nuovo alla panchina. Panchina che, a meno d clamorose sorprese, ritroverà anche giovedì sera.

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