di SABATO ROMEO

Una doppietta, due zampate per chiudere il cerchio e fare un altro salto verso la serie A. Ha fiutato il momento Alejandro Rodriguez, decidendo di lasciare il segno nella rincorsa alla promozione del suo Empoli proprio nel momento più importante, abbattendo la sua ex squadra, la Salernitana. Lo spagnolo è stato autore di sei mesi in chiaroscuro con la maglia granata prima di accettare la sfida del Castellani. Una doppia gioia arrivata in un momento fondamentale sia dal punto di vista personale che per l’Empoli, utile pure a togliersi qualche piccolo sassolino dalle scarpe come raccontato dall’agente del calciatore, Vittorio Sabbatini. «Sono felicissimo per Alejandro – le parole di Sabbatini -. Ha dato una risposta importante, da campione. Quando parti dalla panchina con due grandi attaccanti come Caputo e Donnarumma davanti nelle gerarchie è difficile farsi trovare pronti e fare bene. Lui invece è stato determinante, permettendo all’Empoli di fare un gran passo verso la serie A».

Capacità di spaccare la partita applaudite anche da Andreazzoli in conferenza stampa. Empoli può essere la realtà ideale per Rodriguez?

«Secondo me sì. E’ una società importante con un organico di tutto rispetto e che non ha nulla da invidiare alle big di questo campionato. Inoltre c’è un impianto di gioco favorevole per le qualità di Alejandro: l’Empoli adotta uno stile di gioco offensivo che può permettere agli attaccanti di poter mostrare tutte le potenzialità. Eppure qualcosa l’avevo fatta vedere già a Salerno…».

Ad Empoli hanno saputo aspettare. Forse a Salerno è stato mandato via troppo presto?

«In parte, anche se Alejandro non è stato mai etichettato come un acquisto sbagliato. Il direttore sportivo Fabiani nutre grande stima per Rodriguez: in estate fece tantissimo per strapparlo a squadre che lottano per la A e per i playoff, convincendolo ad accettare il progetto Salernitana. Ha sentito sin dall’inizio la stima e la fiducia di tutti ma ha avuto qualche intoppo di troppo che non gli ha permesso di trovare continuità. A gennaio, poi, c’erano troppi attaccanti per poche maglie e quindi è stato giusto fare delle valutazioni».

Era davvero l’unico sacrificabile del pacchetto offensivo?

«Bocalon rappresenta un investimento importante della società, Rossi e Palombi sono in prestito dalla Lazio e poi in rosa c’è un calciatore come Sprocati. E’ stato ovvio pensare che l’addio di Rodriguez rappresentasse la soluzione più facile per far spazio in attacco. Nessuno ha colpe, sono dinamiche di mercato che nessuno può prevedere e che non devono lasciar campo ai rimpianti. Alejandro sa di aver dato il massimo, magari senza infortuni e con qualche esclusione in meno in questa seconda parte di stagione poteva dare il meglio di sè anche con la maglia della Salernitana».

Dove vede a giugno Rodriguez e la Salernitana?

«Alejandro spero che possa festeggiare la promozione in serie A. La merita dopo averla accarezzata lasciando comunque il segno con la maglia del Cesena qualche anno fa. I granata? Hanno interrotto una buona striscia di risultati utili che aveva permesso di allontanarsi dalle zone calde. In rosa ci sono grandi individualità ed un ottimo allenatore. Bisogna pensare partita dopo partita, hanno dimostrato di poter far male a chiunque. Solo tra qualche partita si capirà se potrà realmente ambire ai playoff».

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