Il punk all’Università di Salerno. “Feeling / No Feelings. Per una fenomenologia del punk e del post-punk” è il titolo d’un convegno di studi a cura di Alfonso Amendola e Linda Barone (insieme nella foto). L’evento è in programma il 26 e 27 aprile prossimi presso il campus dell’Ateneo, a Fisciano. Un interessante momento d’approfondimento su un “universo” tutto da scoprire.

Ancor più che un genere musicale o una corrente frutto delle “sottoculture” l’esser punk (1977) è un’attitudine. È una “categoria dell’essere”. È una sfida costante ed inesorabile. Perché punk è carne viva. È cuore pulsante ed esploso di sangue. È provocazione ed assalto frontale. Punk vuol dire una generazione che prende possesso di sé e decide di farne ciò che vuole. Compreso autodistruggersi o spingersi verso rizomatici processi creativi. Il punk nel suo divenire sarà altresì un motore “generatore” e nella sua linea definita “post-punk” (1978-1984) troviamo una miriade espansa di suoni ed ulteriori sfide incisive ed epocali. Sappiamo bene che parlar di punk e di post-punk significa entrare nel dinamico di una materia incandescente e pulsante. E noi lo vogliamo fare, ancora una volta, amalgamando differenti territori disciplinari (le scienze sociali, la mediologia, gli studi letterari, linguistici e stilistici).

Da tutto questo (e da molto altro) nasce questa due giorni per raccontare il punk e il post-punk. Il convegno (promosso da Unknown Pleasures. Seminario permanente sull’immaginario in collaborazione con l’Associazione Linguisticamente) prende orizzonte da una grande passione e vuol ricostruire non soltanto le radici fondative e l’eversiva progettualità musicale ed artistica del punk e del post-punk, ma ne vuol raccontare anche l’immaginario emozionale, culturale, generazionale. Disegnandone i contorni, le trame, le storie, le sfumature ed i modelli espressivi di chi volle cantare al mondo la voracità della propria contraddizione. Tra bellezza ed inquietudine, tra desiderio e rifiuto, tra energia e decadenza, tra “Feeling” e “no feelings”.

Progetto Unknown Pleasures

Alfonso Amendola

“A partire dalla suggestione di un disco centrale nella storia della musica del secondo Novecento (e opera di svolta per comprendere tutta la sonorità “a venire”) il nostro progetto – nato dalla sintonia di due tracce didattiche (Sociologia degli audiovisivi sperimentali e Lingua inglese dell’Ateneo di Salerno) – è un percorso di seminari (convegni, tavole rotonde, giornate di studio) ma anche il “racconto” – l’ascolto e la visione – delle principali trame dell’immaginario contemporaneo.

Il nostro progetto si muove seguendo una natura bifronte. Da un lato la mediologia ed i consumi di massa e dall’altro la linguistica, l’analisi testuale e gli studi di traduzione. La priorità di Unknown Pleasures è di natura rigorosamente accademica, ma al contempo non vuol assentarsi dal dialogo verso il territorio, verso i fermenti vivi del nostro presente e verso gli sguardi dischiusi al “novus”.

Edgar Morin, parlando dei processi educativi per comprendere il futuro, ha sottolineato che “vi è un’inadeguatezza sempre più ampia, profonda e grave tra, da una parte, i nostri saperi disgiunti, frazionati, compartimentati e, dall’altra, realtà o problemi sempre più polidisciplinari, trasversali, multidimensionali, transnazionali, globali e planetari” (Morin 2001: 35). Il nostro obiettivo non è certo quello di colmare uno iato così impegnativo e complesso (non abbiamo né la forza né l’ambizione) bensì il nostro desiderio è quello di lavorare all’interno di una traccia che tenta di unire le settorialità della ricerca con le aperture innovative del nostro tempo. E parallelamente proporre strumenti d’indagine “stratificati” e metodologie innovative (tra linguistica testuale e sociologia dei processi comunicativi) per capire autori, poetiche, movimenti, prassi dell’immaginario contemporaneo. Tutto questo a partire da passioni condivise.

Linda Barone

Il viaggio di Unknown Pleasures ha avuto inizio nel novembre 2014 quando all’ateneo di Salerno si è svolta la giornata di studio “And Nothing has Changed, Everything has Changed. 50 Years of David Bowie (Just a Mortal with Potential of a Superman)” dedicata alla figura dell’artista inglese e dalla quale è nato il volume Far Above the World. David Bowie tra consumi culturali e analisi del discorso, pubblicato nella collana The Searchers, Areablu Edizioni nel giugno 2017. Nel 2015 il viaggio di Unknown Pleasures è proseguito con un convegno internazionale di tre giorni su Edgar Allan Poe, “Over Many a Quaint and Curious Volume of (not) Forgotten Lore. Edgar Allan Poe across Disciplines, Genres and Languages” aperto, ancora una volta, a differenti statuti teorici e tensioni disciplinari: dal cognitivismo alla narratologia, dalla sociologia alla linguistica, dalla psicoanalisi alla traduzione. Tra gli ospiti del convegno, abbiamo avuto l’onore di ospitare, tra gli altri, Alberto Abruzzese, Peter Stockwell e il musicista fondatore dei The Police, Stewart Copeland. Anche da questo evento è nato un volume, Edgar Allan Poe across Disciplines, Genres and Languages, pubblicato dalla casa editrice inglese Cambridge Scholars Publishing alla fine del 2017. Nel marzo 2017, infine, il viaggio di UP ci ha portati nell’affascinante modo della serialità televisiva contemporanea. Il convegno internazionale “To Be Continued… Seriality across Narrations, Languages and Mass Consumption” ha affrontato la serialità come processo di trasformazione socio-comunicativa, linguistica e di genere/i attraverso dinamiche di ricezione, interazione e traduzione, ‘rapporto autorialità vs consumo di massa’, ‘testi cumulativi’, multimodalità ed intertestualità. Tra le serie prese in esame, Black Mirror, Downton Abbey, Game of Thrones, Gomorra, Orange is the New Black, Stranger Things, Vikings, The Young Pope, Westworld e, grazie alla presenza di due studiosi di fama internazionale, Jordi Balló e Douglas Lanier, ci siamo soffermati sulla centralità di William Shakespeare nell’immaginario seriale contemporaneo. Anche in questo caso le relazioni verranno raccolte in un volume pubblicato dalla Cambridge Scholars la cui uscita è prevista per la fine del 2018”.

IL CALENDARIO

Giovedì 26 aprile – Aula dei Consigli

14.00 Saluti istituzionali

Premessa ai lavori

Alfonso Amendola e Linda Barone (Università degli Studi di Salerno)

14.30 – 16.00 Chair: C. Bruna Mancini (Università della Calabria)

Relazioni

Francesco Mancuso (Università degli Studi di Salerno)

I fought the law and the law won

Pierpaolo Martino (Università di Bari)

Wilde, Delaney, Sillitoe. La scrittura letteraria nell’opera degli Smiths

Giorgio Sica (Università degli Studi di Salerno)

This must be the place. Lo zen di David Byrn

16.00 Pausa caffè

16.30 – 18.15 Chair: Mario Tirino (Università degli Studi di Salerno)

Comunicazioni

Gerardo Salvati (Università degli Studi di Salerno)

“I took Punk to be the detonation of some slow-fused projectile”. William Gibson e la Letteratura Cyberpunk

 Novella Troianiello (Università degli Studi di Salerno)

Post-punk Atlas: per una cartografia dell’immaginario del movimento britannico

Federica Teresa Montella (Università della Calabria)

“The scum of the earth”: il punk nelle opere di Irvine Welsh. Il caso Trainspotting

Vincenzo Del Gaudio (Università degli Studi di Salerno)

4:48: i Joy Division nel teatro di Sarah Kane

Federica Di Stasio (Accademia delle Belle Arti di Napoli)

Come “Closer”: l’ultimo testamento musicale e spirituale di Ian Curtis.

 

Venerdì 27 aprile – Aula Nicola Cilento

9.30 – 11.00 Chair: Maurizio Merico (Università degli Studi di Salerno)

Relazioni

Roberta Paltrinieri e Antonella Mascio (Università di Bologna)

Il Punk (e il cyberpunk) fra moda e consumo

Manolo Farci (Università degli Studi di Urbino)

Boys Don’t Cry e la mascolinità come crisi. Dal Dark punk al New Romantic

Vincenzo Romania (Università di Padova)

A guide to come: i Joy Division come universo simbolico. Una ricerca sulle recensioni musicali

11.00 Pausa caffè

11.30 – 13.00 Chair: Flora de Giovanni (Università degli Studi di Salerno)

Relazioni

Enrico Terrinoni (Università per Stranieri di Perugia)

“If I should fall from grace with God”: il punk incontra il folk nelle poetiche dei “Pogues”.

Iain Halliday (Università di Catania)

“Don’t walk away in silence” … knowing and not knowing the music of Manchester

Donato Zoppo (Scrittore, giornalista)

Se ho vinto, se ho perso. Scene dal punk in Italia tra ‘dancing days’ e DIY

13.00 Pranzo

14.30 – 16.00 Chair: Linda Barone (Università degli Studi di Salerno)

Comunicazioni

Ivars Huxly (Editor evideomaker)

Dalla nascita dei videoclip all’esplosione di Mtv: l’anomalia punk di Devo e The Residents

Gerardo Guarino (Cultural events freelancer)

Electric Dreams. I sogni elettrici del Post Punk fra distopie e rivoluzioni.

Donato Guarino (Musicista, docente di inglese freelance)

Retrospettiva sulle subcultures. Le origini e l’eredità di un fenomeno unico

Alfredo De Sia (Art Director)

La linea grafica delle PunkZine

16.00 Pausa caffè

16.30 – 17.30 Chair: Giso Amendola (Università degli Studi di Salerno)

Relazioni

Pier Luca Marzo (Università di Messina)

Il paesaggio sonoro della tecnica: da Ernst Jünger agli Einstürzende Neubauten

Ugo Scoppetta (Fondatore e leader SPLEEN FIX, curatore “NIGHT Italia”, Brand Director)

“I, AnarCHIC”. In a schizo/world of global nonsense, anarCHIC is the ultimate dandy style

Vintage Lovers (Lucio Auciello, Massimo Barrella)

Il punk e il post punk raccontati attraverso la musica dal vivo.

Mumble Rumble dalle ore 21.00

Dj-set: Bogart, Sisio, Toto

Live: LEF e Scarlet

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