di SABATO ROMEO

Bocche semicucite. Ci pensa Claudio Lotito ad esternare i sentimenti in casa Salernitana dopo il pari di questo pomeriggio con il Cesena. Il co-patron granata, uscito con ampio ritardo dal ventre dell’Arechi, nonostante il silenzio stampa del club ha esternato un pizzico di delusione per il match-point salvezza mancato dagli uomini di Colantuono. «Deluso? Non ne parliamo. Nel primo tempo dovevamo stare 5-1. Bocalon? Quando ha segnato è stato sempre elogiato. E poi Rossi non è un buon bomber? Campionato finito? Abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti». A chi gli chiede se dopo un’altra stagione che sembra avviarsi verso un finale senza sussulti sia legittimo ambire alla promozione in massima serie, il co-patron risponde a denti stretti. «Se vogliono fare il grande salto per il centenario trovassero un altro presidente che li porti o in A o che li faccia ritornare in serie D. Nel calcio nulla è scontato, i tifosi ringraziassero Dio se la Salernitana è in serie B». Intanto Salernitana-Cesena combacia con la peggior giornata granata degli ultimi tre anni, Lotito risponde serafico: «Come si fa ad andare in serie A con seimila spettatori?».

Abbottonato sul tema Salernitana, meno sull’attualità, a partire dal Var ormai in procinto di essere attuato anche in serie B. “L’ho voluto io in passato con Tavecchio e ora lo vogliono tutti. Dall’anno prossimo ci sarà, anche se le spese di gestione (400mila euro circa, ndr) le pagheranno i club non certo i tifosi. Oggi ad esempio c’era un rigore netto su Rosina che con la tecnologia ci sarebbe stato assegnato». Infine la battuta sull’episodio del discusso rigore fra Juventus e Real Madrid: «Dura lex, sed lex. A Roma un episodio simile non venne considerato rigore».

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