Non so di non sapere”, scritto da Tony Brewer ed edito da Effequ finalmente un saggio, è narrato da chi la filosofia la esplora e la insegna quotidianamente. Può essere letto da giovani studenti esasperati, esperti indagatori dell’animo umano ormai disillusi, ex-filosofi annoiati o più in generale semplici amanti e curiosi della storia del pensiero che qui possono incontrare, in un tono a metà tra l’ironico e il dissacratorio, una prospettiva del tutto inconsueta. E come sottolinea nella prefazione Pino Imperatore “questo libro è dedicato a tutti gli studenti che hanno vissuto la disavventura di avere professori di storia della filosofia che pretendevano da loro riflessioni critiche. Riflessioni critiche che loro, i professori di storia della filosofia, non sanno neppure cosa siano. Oltre ogni ragionevole dubbio la filosofia non insegna a ragionare. Le teorie cervellotiche, gli aforismi idioti, gli indovinelli retorici, i concetti formulati dai filosofi talvolta ci accompagnano lemme lemme verso la prima fase rem, altre volte ci lasciano sbigottiti, spesso sono incomprensibili. Ma non sono mai in grado di farci ragionare”.

Al contrario di quanto sostengono studiosi serissimi e prendendo spunto da ciò che i filosofi hanno veramente detto o fatto, questo libro vuole dimostrare l’assoluta idiozia dei filosofi e la genuina inutilità dello studio della storia della filosofia nei licei. Beninteso: si tratta di uno scherzo. Forse. Il tutto grazie alla fervida mente di Tony Brewer (Firenze, 1963) che, dopo un’infanzia trascorsa in Inghilterra, si laurea a Napoli in Filosofia. Ha pubblicato saggi sull’individualismo metodologico nella riflessione politica inglese del Seicento e curato la sezione «Filosofia» nel volume per le scuole L’Islam spiegato dai ragazziai ragazzi. Dal 1991 è professore di storia storia e filosofia nei licei. Attualmente insegna presso il Liceo Scientifico di Capaccio-Paestum.

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