lotito salernitana

Parla a 360 gradi Claudio Lotito sul presente e sul futuro della Salernitana. Dopo il polverone post-Cesena (clicca qui per leggere l’articolo), in un’intervista esclusiva rilasciata all’emittente Ottochannel il co-patron granata ha provato a placare un ambiente surriscaldatosi e non poco. «Rispetto i tifosi che ci sono sempre stati, che ci hanno seguito ovunque ma non quelli che ho sempre considerati pseudo-tifosi. Siamo stati additati di non aver fatto abbastanza sacrifici per questo club, guardando sempre all’erba del vicino. Invece abbiamo dato tanto a questa società, dando una solidità economica ad una squadra crollata in Eccellenza, assicurando un parco giocatori importante e garantendo tutti i risultati conseguiti di anno in anno. Serie A? La verità viene ogni volta mistificata ed è per questo che c’è il silenzio stampa con i giornali locali. Come può una proprietà che ha speso tanto, che ha portato questo club dall’Eccellenza alla B in quattro anni non poter puntare alla serie A. Stiamo facendo tanti sforzi ogni anno per garantire un organico importante, sforzi che altre piazze non possono sostenere. I calciatori sognano di giungere a Salerno per la serietà e la solidità della società».

Il co-patron si è poi soffermato a lungo sulla stagione granata. «Mi rammarica esserci confrontati con squadre importanti senza essere inferiori a loro – esordisce Lotito -. Abbiamo un organico che poteva giocarsela con tutti come dimostrato in più di una circostanza. Diversi fattori però hanno inciso e non ci hanno permesso di raggiungere gli obiettivi massimi che avevamo ad inizio anno. Purtroppo questo è un campionato in cui gli episodi e i fattori imponderabili contano tanto, incidendo e molto sulla nostra classifica. Ora mancano sei partite, speriamo che la ruota giri anche dalla nostra. Poi si sa, le vie del Signore sono infinite». Elogi anche per il tecnico Colantuono: «Con Stefano abbiamo fatto una scelta d’esperienza, capace di dare carattere alla squadra. Cosa avvenuta, basti pensare alle ultime prestazioni anche se c’è una negatività che sembra seguirci come un’ombra, influenzando il nostro rendimento».  E sull’arrivo dei calciatori dalla Lazio risponde: «Non è mai stata e mai sarà la Lazio B. Ho sempre proposto e mai obbligato gli allenatori a schierare i calciatori. Poi se Strakosha, Luiz Felipe fanno male a Salerno e poi sono titolari alla Lazio mi viene facile pensare che quest’ambiente influenzi e non poco i calciatori».

Infine un passaggio sul rapporto con la Salernitana e la città di Salerno con un riferimento al centenario del club. «Ho tanti ricordi che custodisco e che mi legano a Salerno e alla sua gente, da sempre appassionati alle sorti della propria squadra. L’essere salernitano è un vanto, ho trovato tante persone sia in Italia sia all’estero che mi hanno riconosciuto e ricordato quanto fosse importante per loro la Salernitana dimostrandomi il loro attaccamento. Centenario? Allestiremo una squadra competitiva e organizzeremo una struttura per festeggiare al meglio questo traguardo storico».

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