di SABRINA SICA

Regina rocker. Indiscussa. Fenomenale? Semplicemente Gianna Nannini (nella foto di ALFONSO MARIA SALSANO). Autentica, grintosa, versatile e passionale per un concerto travolgente quanto prepotente. Tenerla seduta sul trono che da qualche mese accompagna il suo tour a causa della brutta caduta durante il concerto di Genova – e che le è costata una grave distorsione al ginocchio -, non è stata cosa semplice per un’artista esuberante come lei, pronta a darsi senza stancarsi mai. Così il Palasele di Eboli si è trasformato nel suo regno, per una notte. Una notte che resterà nell’anima e negli occhi dei suoi fan, uniti in quell’uragano di musica e parole che fanno di Gianna Nannini una fuoriclasse indiscussa.

Ripercorrere la sua lunga carriera è un’emozione costante, a ogni brano e in tutte le sfumature di quel mosaico perfetto tra energia e emozione che solo Gianna riesce a comporre: “I maschi”, “Ogni tanto”, “Sei nell’anima”, passando per “Meravigliosa creatura”, “Amandoti”, “Fotoromanza” e “Bello impossibile”.

Per poi esplodere, anche stando ferma, frenetica e coinvolgente sulle note di un “America” che ha dell’incredibile. Che tocca sogni e desideri, con sensualità rara “forte, sempre più forte”. Il rock è netto, inciso. E sembra di sentirlo ancora in quel “Profumo” che l’artista senese sceglie di portare in dono al suo pubblico meridionale: «Il vero profumo è rimasto solo qui, al Sud». Una dedica che avvolge, che senti nel naso ma soprattutto nella pancia. «Portate sempre avanti il vostro odore». La regina rocker non ha sbagliato un colpo, decisa e caparbia in uno show che non è riuscito a starsene seduto. Adrenalina da vendere, pronta a fare a schiaffi con quel trono che la Nannini decide di lasciarsi spesso alle spalle per riuscire a prendere tutto il calore di un pubblico che non ha avuto nemmeno per un attimo l’intenzione di lasciarla andare via senza regalarle uno di quegli abbracci che riesci a sentire anche a distanza. «Per imparare a cantare bisogna passare da qui». E godere ancora di affetto spropositato e smisurato.

Il Palasele non è stato in silenzio per un singolo istante e l’emozione della Nannini, nascosta per bene nel suo rock duro e puro, è una delle immagini più intense della notte magica di Eboli. Quelle notti di musica vera, semplice ma allo stesso tempo fenomenale e scandita dall’arte assoluta e piena, che sprigiona e scandisce un percorso fatto di successi e di amore. Quell’amore gigante, pulsante, avvolgente e sconvolgente. Di una musica vera, libera, fiera e viva. Di una musica che profuma di Gianna, ieri oggi e domani.

Notizie Simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *