di EDOARDO CIOFFI

Rispetto, fratellanza, mentalità. Valori che nel variegato mondo delle tifoserie spesso s’incontrano, spazzando via pregiudizi e luoghi comuni che in tante occasioni vedono gli ultras come protagonisti negativi del mondo del calcio. Uno sport che, invece, forse proprio grazie alla passione delle anime più “accese” del tifo riesce ancora a suscitare un certo fascino, e a volte sa regalare storie davvero emozionanti.

BRESCIA E SALERNO: DA OLTRE 20 ANNI INSIEME
Proprio dai gradoni, luogo di passione popolare e genuina nonchè di aggregazione, possono infatti nascere belle amicizie, in grado poi di estendersi ben oltre il rettangolo verde. Dietro ogni rapporto, ci sono storie caratterizzate da aneddoti, persone, testimonianze. E l’amicizia tra bresciani e salernitani, com’è noto, ha radici profonde. Il 4 maggio del 1997, il giovane supporter lombardo Roberto Bani cadde accidentalmente battendo la testa sui gradoni dell’Arechi. Dopo 6 giorni di paure e speranze trascorsi in rianimazione all’ospedale di Salerno, l’ultras biancoblu morì. In quelle giornate, vissute con grande partecipazione dal popolo salernitano, con un via vai di gente presso il nosocomio cittadino, nacque ufficialmente un rapporto tra le due tifoserie. Un’amicizia sincera, che pure Federico Bani, fratello di Roby, ha recentemente ricordato con grande piacere, spendendo parole d’elogio per il grande cuore mostrato dalla città di Salerno.
In realtà, già prima del tragico evento dell’Arechi, ovvero nella stagione 1993-94, ci furono dei contatti tra alcuni esponenti delle due tifoserie. Sugli spalti dello stadio di Andria, dove si giocava il match tra pugliesi e Brescia, alcuni ultras granata fecero visita ai “colleghi” lombardi, già all’epoca molto apprezzati per stile e mentalità (clicca qui per il focus sulla tifoseria del Brescia). Furono primi segnali d’avvicinamento che poi, dal 1997, si trasformarono in una vera e propria fratellanza.

OLTRE LE DISTANZE E LE CATEGORIE…
Circa 800 chilometri dividono le due città, geograficamente distanti eppure sempre estremamente vicine. Nel corso degli anni, infatti, non sono mai mancate “visite” reciproche tra tifosi granata e biancoblu, finanche quando le categorie in cui militavano i due club erano differenti. L’amicizia, le battaglie condivise (lotta al calcio moderno e alla repressione) e la solidarietà, hanno fatto sì che, a distanza di più di 20 anni, il rapporto tra Brescia e Salerno rimanesse forte ed immutato nel tempo. Nelle varie occasioni che hanno visto contrapposte in campo le due squadre, c’è sempre stato spazio per la solidarietà e la memoria sugli spalti. Dal ricordo di Simone, Peppe, Ciro ed Enzo, i 4 angeli del rogo del treno di ritorno da Piacenza, fino a Carmine Rinaldi, al secolo “il Siberiano”, i bresciani hanno sempre mostrato rispetto per la torcida granata. Allo stesso modo, pure la Curva Sud di Salerno, oltre all’indimenticato Bani, ha onorato la memoria di Andrea Toninelli (al quale oggi è intitolata la curva Nord del “Rigamonti”) e di altri giovani tifosi della Leonessa prematuramente scomparsi.
Sabato pomeriggio sarà nuovamente rinnovato questo bel rapporto, che prescinde dai risultati del campo e dalle classifiche, che resiste al tempo e ai cambiamenti. Un legame saldo e duraturo, basato su valori autentici che gli ultras di entrambe le squadre hanno mostrato di avere e che si tramanderanno ancora alle nuove generazioni.

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