A trecentosessanta gradi. Parla ai microfoni del sito ufficiale del club Aurelio De Laurentiis, patron del Napoli ancora in lotta per lo Scudetto. Il numero uno azzurro si è soffermato sul futuro di Maurizio Sarri ma non solo, parlando anche degli arbitri e del Var. “Sarri? Non l’ho voluto assillare, anzi per scaramanzia ho deciso di non seguire la squadra dal vivo né in casa che in trasferta per non pressarlo. Non me la sono sentita di andare dal mister a bussare alla sua spalla per parlare del futuro. Se non dovesse arrivare una risposta precisa da società forte quale siamo inizieremo a guardarci intorno. Chi vorrà eccitarsi con me è il benvenuto altrimenti saluteremo chi non vorrà continuare, come fatto già ad esempio con Higuain, una lezione che ho imparato sulla mia pelle inserendo da allora le clausole solo per l’estero. L’unica cosa che io mi posso rimprovero è di non aver soffiato nelle orecchie di Sarri per continuare le esperienze in Europa. Ripeto questa è casa sua ma se vorrà una casa più grande non potrò trattenerlo.

Var? Si è dimostrato uno strumento matematico, quasi infallibile. Lo farei controllare dai tecnici e non dagli arbitri e permetterei agli allenatori di poter avere due chiamate a disposizione per poter visionare gli episodi dubbi. Forse avremmo avuto sei o otto punti in più con un utilizzo del Var diligente. La classifica attuale parla di un Napoli con una situazione che poteva essere diversa con qualche episodio in più sanzionato  in nostro favore o a sfavore della diretta concorrente.

Arbitri? Dovrebbero sottoscrivere un decalogo comportamentale e in caso di errore ripetuto dovrebbe essere accantonato per tre anni. Solo col pugno duro si permetterebbe al movimento di crescere e di eliminare quasi del tutto gli errori. Dispiace per i tanti sbagli commessi in Europa ma dietro al calcio ci sono tanti, troppi interessi è una finale Spagna-Inghilterra attira molto di più rispetto a un possibile Germania-Italia. Pensate alla Roma e al Bayern defraudate in semifinale in quel modo”.

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