di DIEGO DORTI*

Non è mia intenzione fare pubblicità, ma intendo piuttosto ricordare un’esperienza economica, che ha permesso a tante persone, soprattutto giovani, di trovare un lavoro. Tanti si chiedono come potrà essere il futuro per i giovani. Sarà l’economia moderna a risolvere i loro problemi ? O al contrario, il futuro sarà sempre più complicato?

Ormai da molti anni i giovani, ma non solo, trovano enormi difficoltà nell’inserimento nel mondo del lavoro. Le dinamiche della nostra società, che noi chiamiamo moderna, in verità hanno portato più disoccupazione di quella che si aveva prima della rivoluzione industriale.

E’ incredibile come tanti giovani, anche con titoli accademici, magari super qualificati, trovino così tanta difficoltà in un mondo che invece sembra pieno di enormi possibilità. Quale soluzione può risolvere il problema? Difficile, molto difficile.

Eppure all’inizio degli anni cinquanta, a Torino sorse un’iniziativa a dir poco rivoluzionaria per l’Italia del dopoguerra.

Fu fondata la Scuola Radio Elettra, che con il sistema dei corsi per corrispondenza, del tutto innovativo per quegli anni, consentiva di apprendere un mestiere, una professione che facilitava l’ingresso nel mondo del lavoro.

Elettricisti, elettrotecnici, esperti ed attrezzisti tv, meccanici, falegnami e tanti altri mestieri, trenta o quaranta anni fa, hanno intrapreso un’attività imprenditoriale, senza la necessità di particolari investimenti finanziari, inventando dal niente, un percorso lavorativo nuovo, che permetteva di raggiungere una buona stabilità economica.

Per la prima volta era consentito studiare fuori da una normale aula, senza orari fissi e tempi obbligatori. Si apprendeva un mestiere, magari anche riconosciuto con un diploma. Erano i primordi dell’attuale metodo dell’e-learning, che ci sembra oggi così moderno e innovativo, mentre era già in uso, senza l’uso del termine, oggi usato in inglese, già negli anni cinquanta.

Oltre un milione e mezzo di giovani e meno giovani impararono un mestiere con questo nuovo metodo, e ciò permise anche un affrancamento da un mondo che all’epoca era soprattutto agricolo.

Era un periodo particolare per l’Italia della rinascita. Nel dopoguerra venne l’ industrializzazione da cui nacque successivamente il boom economico iniziato intorno agli anni sessanta, che permise nuove opportunità, che attraverso questo nuovo metodo dei corsi a distanza, dava un’ alternativa al lavoro dell’operaio o del contadino, contemporaneamente consentendo ad una moltitudine di individui l’inserimento nel mondo del lavoro.

Oggi le cose sono completamente diverse, la scuola fallì e fu acquisita dalla CEPU spostandone la sede a Perugia dove tutt’ora è attiva. Anzi per quello che è dato sapere, i corsi sono stati incrementanti sia per numero che per specializzazione, continuando a creare nuove opportunità.

Sono oggi disponibili corsi in particolari settori economici come quelli sull’energia, sull’elettronica ed anche nel campo dell’informatica. Sono stati implementati corsi in italiano per stranieri, affrontando così una problematica che oggi è particolarmente significativa per la presenza di tanti migranti, in cerca di opportunità di lavoro.

Il confronto con il mondo di oggi è ovviamente improponibile, ma l’inventiva di qualcuno, come si può immaginare è dietro l’angolo.

Ai giovani d’oggi, non deve interessare cosa propone l’economia per loro e quindi la politica, ma cosa essi sono in grado di proporre alla società, provando ad essere inventori del loro destino.

*Commercialista-revisore

 

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