Da Radunovic ad Adamonis, passando per Tuia, Schiavi, Bernardini e Casasola, ecco a voi le pagelle di fine stagione, ricavate dalla media voti della nostra redazione nell’arco di tutto il campionato.

BORIS RADUNOVIC (media 6,5). Un Superman serbo questo Boris Radunovic padrone sin dalle prime battute dei pali granata. Qualche disattenzione in avvio e qualche frittata di troppo (Brescia e Cremonese su tutte) ma poi un rendimento fatto di interventi straordinari al limite dei miracoli. Chiedere a Diamanti e alla punizione tolta dall’incrocio nel finale incandescente di Perugia.

MARIUS ADAMONIS (media 6,35). Il pararigori granata: al debutto con l’Ascoli all’Arechi stregò Rosseti, a Chiavari fermò Troiano con una prestazione da urlo. Qualche errore nel mezzo e il demerito di scomparire con largo anticipo dai giochi.

ALESSANDRO TUIA (media 5,93). Il capitan futuro emerge nella seconda parte dopo il lungo infortunio alla caviglia patito con lo Spezia. I gol con Novara e Bari il marchio sulla salvezza insieme a tante buone prestazioni in attesa di capire il futuro che verrà.

RAFFAELE SCHIAVI (media 5,93). Fuori inizialmente dalle gerarchie di Bollini, debutta a Vercelli rimediando col gol del pari ad una prestazione non proprio ineccepibile. Si guadagna lentamente spazio fino a diventare perno della difesa con Colantuono. Qualche uscita a vuoto ma anche tanto carattere e mestiere: innumerevoli i battibecchi con i centravanti avversari.

SALVATORE MONACO (media 5,64). Arrivato dal Perugia per tamponare la falla centrali, l’impatto di Monaco non è dei migliori. A La Spezia affonda ma con personalità e fisico riemerge. A Frosinone con Ciofani regala un duello rusticano per cuori forti.

VALERIO MANTOVANI (media 5,9). Il debutto arriva a Parma ed è da incubo: Di Gaudio gli procura un k.o. tecnico. L’ex capitano del Torino Primavera però non si arrende e quando chiamato in causa risponde presente. Colantuono gli concede nel finale tante chances sfruttate a pieno.

ALESSANDRO BERNARDINI (media 5,65). La partenza è fatta di alti e bassi: bene a Venezia, male con la Ternana (autore di un autogol), peggio con il Carpi. Quando inizia a carburare il polpaccio e la lunga querelle per il contratto lo bloccano.

RAFFAELE PUCINO (media 5,92). Il più costante. L’ex Vicenza si prende sin da subito la fascia destra mostrando caratura e personalità da categoria. Lineare e costante nonostante qualche piccolo passaggio a vuoto. Serve cross in quantità industriale e difende con precisione. L’infortunio col Novara lo mette fuori dai giochi a salvezza quasi acquisita.

LUIGI VITALE (media 5,72). Inizio da applausi, col rigore alla sua ex Ternana e il ruolo di cursore a tutta fascia che lo ispira. Nei momenti di emergenza si traveste da centrale poi però lentamente cala. Determinante nel raggiungimento della salvezza, paga nel finale la lite con Rosina con l’Entella.

STEFAN POPESCU (media 5,55). Jolly di difesa sia da centrale che da esterno alto. Rovina tutto con la sciocchezza di Cremona.

TIAGO CASASOLA (media 6,02). La sorpresa. Arrivato a gennaio, l’argentino diventa sin da subito un fattore. Cuori da terzino e piedi da centrale ma le sgroppate si sprecano e la puntualità in fase difensiva è svizzera. Finisce col fiatone ma è un elemento dal quale ripartire.

GABRIELE PERICO (media 5,62). Appena quattro presenze. Prova a chiudere la falla centrali ma poi s’infortuna ed esce dai giochi.

MATTIA NOVELLA (media 6). Giovane ed interessante prospetto. Colantuono gli regala la chance del debutto col Palermo e lui non lo spreca.

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