di EDOARDO CIOFFI

Si è tenuto ieri sera, nella location dell’Holiday Inn di Cava de’Tirreni, il terzo ed ultimo appuntamento del maxi-progetto “Salute e benessere“, organizzato dal Rotaract Club Nocera Inferiore Apudmontem.
Un progetto di grande interesse, ben pianificato dai soci del club rotariano, sempre molto attivi quando si tratta di proporre iniziative sul territorio.

Nella “Sala Tramontano” dell’hotel metelliano di Corso Mazzini, è andato in scena un convegno informativo dalla tematica d’indubbia importanza, ovvero quella della “Morte improvvisa“. E’ toccato al presidente dell’associazione, dottor Alfonso D’Alessandro, introdurre la convention e moderare gli interventi dei relatori, i quali hanno illustrato ai presenti, con chiarezza ed esaustività, i vari argomenti di loro competenza.

Si è parlato primariamente di “Morte cardiaca improvvisa”, con la relazione del prof. Federico Piscione, docente di Cardiologia all’Università degli Studi di Salerno, nonchè direttore della Scuola di Specializzazione di Malattie dell’apparato Cardiovascolare. Il cardiologo salernitano, proiettando alcune diapositive, ha illustrato i vari fattori di rischio implicati nell’insorgenza di malattie cardiovascolari, soffermandosi poi sul tema centrale del convegno, cioè quello della morte improvvisa. Sono stati trattati i casi di alcuni sportivi, in particolar modo giocatori di calcio, accomunati dallo stesso tragico destino. Sullo schermo della sala congressi, infatti, sono stati proiettati i video di Piermario Morosini, Miklòs Feher e Marc-Vivien Foè, tre calciatori che hanno perso la propria vita sul rettangolo verde, mentre stavano svolgendo attività sportiva agonistica. Le storie dei tre sfortunati ragazzi, hanno permesso al prof. Piscione di fare una riflessione circa la presunta associazione tra lo sport e l’insorgenza di morte cardiaca improvvisa.

<<Sicuramente l’attività sportiva, soprattutto se praticata ad altissimi livelli agonistici, impone ritmi frenetici. Non bisogna, però, cadere nell’errore di vedere lo sport come un killer. Esso va piuttosto considerato come un trigger, ovvero un “grilletto” per delle sottostanti patologie cardiovascolari misconosciute>>, ha affermato il prof. Piscione, che ha poi ribadito quanto sia importante in medicina il concetto di tempo. La prevenzione, le diagnosi ed i trattamenti precoci, la tempestività nel prestare soccorso e defibrillare quei pazienti che sono in arresto cardiaco, tante sfaccettature dello stesso ambito, fondamentali per la salute di ogni individuo. Dopo aver brevemente accennato ad una serie di patologie tra cui la Sindrome di Brugada, ed aver affrontato il caso del capitano della Fiorentina, Davide Astori (clicca qui per leggere il focus di Macchie d’inkiostro sul caso Astori), il prof. Piscione ha chiuso la propria relazione con alcuni dati statistici ed epidemiologici.

Dopo la trattazione cardiologica della morte improvvisa, è toccato al dottor Gianpiero Locatelli, neuroradiologo dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, esporre l’argomento da un punto di vista neurologico. Nella relazione del dottor Locatelli, si è parlato dunque di “morte improvvisa neurologica”, ponendo l’accento soprattutto sull’ictus e poi sulla cosiddetta ESA, acronimo di emorragia subaracnoidea. Quest’ultima, infatti, è stata individuata come condizione fondamentale per la morte improvvisa.

<<La rottura di un aneurisma cerebrale è considerata la causa più importante di ESA e quest’ultima è sempre un’emergenza. Anche nei casi apparentemente meno gravi, essa può rapidamente evolvere in esito fatale o con sequele invalidanti. E’ fondamentale, dunque, predisporre rapidamente idonei percorsi diagnostici e terapeutici>>, ha chiosato Locatelli, il quale facendo eco al collega che lo aveva preceduto, ha ribadito l’importanza del tempo nel percorso clinico-organizzativo di alcune condizioni patologiche.

 

 

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