Francesco Scarpa ha messo su l’ennesimo tassello di una carriera scintillante, capace di trovare sempre nuovi stimoli. E di non finire mai. L’ex Salernitana, infatti, è il grandissimo protagonista della salvezza della Paganese, capace di sbaragliare il Fondi nella finale playout del girone C di Lega Pro (2-1 il risultato al Torre dopo il 2-2 dell’andata) e conquistare la meritata permanenza in C al termine di una stagione all’insegna della sofferenza. In cui le speranze dei supporters azzurrostellati si sono aggrappate a “Francesco l’immortale”: reduce dall’esperienza in Eccellenza al Sorrento, Scarpa la scorsa estate si era aggregato al gruppo guidato da Matrecano (il primo di un tris di allenatori che si sono alternati sulla panchina liguorina, seguito da Favo e poi da Fabio De Sanzo, il condottiero di tante battaglie degli anni Novanta che ha raccolto l’ennesima gioia nella città di Sant’Alfonso) quasi per scherzo, per mettersi di nuovo alla prova e tentare di tenere il passo dei più giovani compagni di squadra. Il “provino” è durato un amen e Scarpa, sin da subito, è diventato simbolo, leader e colonna portante della Paganese. Cambiano i tecnici ma la certezza è restata quel “ragazzino” di quasi 39 anni (li festeggerà fra qualche settimana) capace di riuscire a fare l’interno di centrocampo, l’esterno, la seconda punta e il trequartista con la stessa efficacia. La rete che ha permesso alla Paganese di battere il Fondi è l’undicesima perla di un’annata scintillante in cui Scarpa è tornato a far vedere numeri d’alta scuola che, una decina d’anni fa, lo fecero diventare protagonista in B anche nella vicina Salerno oppure diventare trascinatore nella sua Torre Annunziata per riportare il Savoia nel calcio professionistico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *