sbarco salerno

di SILVIA RIZZELLO

Il desiderio di rinascere li ha spinti a non arrendersi ma il ricordo della propria terra natia è ancor ben radico in loro, in quei migranti che hanno attraversato il mare per toccare di nuovo terra. Senza saper nuotare, senza conoscere usi e costumi di un nuovo inizio, senza esser certi di nulla se non che il giorno non era ancora finito. Un impulso così forte da spingerli in nuove avventure. Come quella che, a partire da oggi, vedrà 19 migranti trasformarsi in attori. Per loro il viaggio in mare non è ancora finito, anche se questa volta sarà un viaggio cinematografico.

Per cinque giorni, infatti, la città di Salerno sarà set del docufilm Deep, un cortometraggio nato dal progetto Blue Helmets of the Sea presentato lo scorso mese di novembre a Bruxelles e promosso dall’Istituto Superiore Santa Caterina da Siena-Amendola e selezionato come vincitore del Bando MigrArti per l’anno 2018.
Un titolo, Deep, che non è casuale perché “profondo” non è solo quel mare da cui i migranti – protagonisti del cortometraggio diretto da Milazzo Andreani – sono rinati ma è anche quel “profondo” del loro animo e della loro vita che ha visto nella città di Salerno un nuovo inizio. Ed è proprio intorno alle storie di quattro protagonisti che il docufilm prende vita per mostrare il viaggio fisico ed emotivo dei “disperati del mare”, ma anche per riunire i migranti a quel mare che a volte è culla, altre invece è tomba.

Il docufilm sarà presentato alla Mostra del cinema di Venezia per poi essere distribuito nelle sale cinematografiche italiane. Entusiasta di quest’iniziativa anche il sindaco Vincenzo Napoli: «Il nostro Mediterraneo non sia più visto come un cimitero liquido, ma come una risorsa e un luogo di unione dei paesi che vi si affacciano».

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