Dopo il fallimento del club avvenuto quattro anni fa, la tifoseria del Padova ha ricominciato con umiltà dai campi di serie D, tornando in breve tempo sui palcoscenici della serie cadetta. Grazie ad un’abile programmazione, infatti, il sodalizio veneto ha riconquistato lo scorso anno la promozione in serie B, regalando un’altra gioia ad una tifoseria che, in termini di passione, non ha mai fatto mancare il proprio sostegno.

DALL’APPIANI ALL’EUGANEO: LA STORIA DEGLI ULTRAS PADOVANI
Il movimento ultras biancoscudato iniziò a prender piede alla fine degli anni ’70, facendo però registrare numeri piuttosto esigui. Col tempo, la voglia di vivere la curva e di supportare la squadra durante i novanta minuti iniziò a crescere, fino all’annata 1983, quando nacque ufficialmente il gruppo Hell’s Angels Ghetto. Curiosa la scelta del nome, che fu pensato da alcuni ultras del Padova al rientro da una vacanza. La passione per gli “angeli dell’inferno”, ovvero l’associazione motociclistica americana Hell’s Angels, portò i fondatori del gruppo ultras veneto a scegliere questo nome. L’aggiunta della lettera “G”, all’acronimo H.A., volle invece rimarcare l’appartenenza dei ragazzi alla zona Ghetto della città di Padova, dove c’erano i bar frequentati dai curvaioli dell’epoca. Giubbotti di jeans con le tre lettere ricamate sopra ed il logo del teschio, fu questo l’outfit che contraddistinse la tifoseria padovana per buona parte degli anni ’80. Nel 1987, però, un nuovo gruppo denominato Nuova Guardia Padova, col simbolo del bulldog, si propose come “spalla” degli HAG, i quali con entusiasmo accettarono la collaborazione sui gradoni. Gli ultras stavano creando il giusto entusiasmo nella curva Nord dello stadio “Silvio Appiani” ed anche i risultati conseguiti dalla squadra veneta aiutarono a far crescere la passione. Nel frattempo, la Nuova Guardia prese sempre più piede nella gestione del tifo mentre i ragazzi dell’HAG progressivamente persero pezzi. Nel 1994, però, ci fu una svolta nel tifo: il Padova lasciò lo storico impianto “Appiani”, dove il movimento curvaiolo era nato e si era ormai affermato, per emigrare allo stadio “Euganeo”. Intanto, gli ultras più giovani avevano “politicizzato” la curva Nord con ideologie di destra e, rispetto ai tempi precedenti, divennero sempre più frequenti i disordini sia con le forze dell’ordine sia con le tifoserie avversarie.

LA “NUOVA” VITA IN TRIBUNA FATTORI E LE PROTESTE ULTRAS
Lo stadio “Euganeo”, però, non fu mai accettato dal movimento ultras padovano. Fin dall’annata 1994-95, quella che vide il “trasloco” della tifoseria, gli ultras che avevano fatto diventare grande la curva Nord dell’Appiani contestarono la loro nuova casa. Negli anni – ed ancora oggi – l’impianto sportivo patavino non è stato riconosciuto come la “vera” casa degli ultras, che a più riprese, con comunicati e striscioni, hanno manifestato il proprio dissenso. “Chi ama il Padova odia l’Euganeo: via di qua, senza se e senza ma“, uno degli striscioni che meglio rappresenta il pensiero della parte calda del tifo biancoscudato. Da quando il Padova ha cominciato a giocare all’Euganeo, inoltre, gli ultras hanno deciso di posizionarsi nel settore Tribuna, dedicato allo storico radiocronista nonchè cantante padovano, Gildo Fattori. Il rimpianto più grande degli Ultras Padova, che ormai si identificano in drappi bianchi e rossi con l’acronimo UPD, è quello di non aver ricreato nella Fattori quell’entusiasmo che aveva contraddistinto la Nord dell’Appiani, considerata sempre come un luogo storico ed inimitabile del tifo padovano. Nell’ultima gara disputata dai biancoscudati, ovvero l’esordio stagionale tra le mura amiche nel derby col Venezia, erano presenti comunque circa 9mila spettatori.

AMICI E NEMICI
Il rapporto più forte della tifoseria biancoscudata è quello con gli ultras del Palermo, datato ufficialmente 1991 ma iniziato in realtà già nei primi anni ’80 con rapporti personali d’amicizia tra alcuni componenti delle due tifoserie. Con i rosanero, “affiancati” in diverse trasferte dello scorso campionato al Nord, il gemellaggio è ben saldo e da anni viene rinnovato con “visite” reciproche. Rapporti meno distesi, invece, con gli ultras di Bologna e Modena, con i quali un tempo i padovani avevano una bella amicizia. Il cambio generazionale ed alcune diversità di vedute con gli emiliani non hanno consentito di proseguire sulla scia tracciata negli anni ’80. Tra le rivalità, invece, spiccano quelle con gli ultras corregionali di Treviso, Venezia e soprattutto Vicenza. Quasi non considerata la rivalità con i tifosi granata del Citta, i quali invece “sentono” di più la sfida, considerando Padova-Cittadella un derby a tutti gli effetti. Rapporti non idilliaci anche con Spezia, Spal, Cremonese e Triestina e disordini, soprattutto in passato, pure con alcune tifoserie del Sud, tra cui Bari, Napoli e Cavese. Ai metelliani, inoltre, fu anche rubato uno striscione nella stagione 1983-84. Da rimarcare che, con gli ultras meridionali in genere, oltre a scaramucce e momenti di tensione fuori dagli stadi, negli anni addietro si registrò anche qualche incrocio tutt’altro che amicale sulle aree di sosta autostradali.

fonte foto: Padova Calcio

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