di RENATO DEL MASTRO

E’ calato il sipario sulla XX edizione dell’Irnofestival. E’ calato nel migliore dei modi, e non poteva essere altrimenti, con la serata conclusiva che ha confermato il successo dell’iniziativa con l’esibizione, per la prima volta a Salerno, della Arad Symphony Orchestra diretta dal maestro Juan Cantarell Rocha, del tenore Francesco Anile e del soprano Gabriela Istoc, che hanno incantato la platea con un’intensa e raffinata performance. Il leggendario atrio del Duomo di Salerno come un ideale scrigno ha racchiuso tante perle della musica lirica italiana e straniera valorizzate ancor di più dall’acustica garantita dallo storico quadriportico. da suggestiva cornice alla serata conclusiva della rassegna dell’Irnofestival, ideata e organizzata dal maestro Tiziano Citro.

La XX edizione è andata in archivio confermando il successo della rassegna. Soddisfazione massima per il maestro Citro che traccia un bilancio della kermesse: “Dopo l’ottimo riscontro della ventesima edizione, posso tranquillamente affermare che la valutazione è più che positiva. Continueremo sulla strada degli spettacoli di elevato spessore culturale e artistico – prosegue Citro – che sono la cifra che ci contraddistingue, invitando a Salerno musicisti di fama internazionale. L’intento è di avvicinare ancor di più i giovani alla musica classica, come accade in città di respiro europeo quali Londra e Berlino”. “Infine – ha concluso il maestro – voglio fare un sentito ringraziamento al pubblico che ci ha seguito, come sempre, con grande affetto e dare appuntamento al prossimo anno con altre sorprese”.
Non poteva terminare meglio la rassegna dell’Irnofestival, che ha registrato una grande risposta di pubblico, circa tremila le presenze complessive ai quattro appuntamenti dal 28 agosto al 10 settembre, curati nei minimi dettagli che hanno reso i concerti ancora più completi e suggestivi.
La voce calda, possente e drammatica del tenore calabrese Anile e la virtuosa estensione vocale del soprano rumeno Istoc hanno accompagnato il pubblico presente in un viaggio straordinario nell’opera lirica del 1800, alla scoperta delle più belle arie del Belcanto, attraverso le arie più famose di Wagner, Rossini, Puccini, Verdi, Catalani e Leoncavallo.

Estremamente commovente l’interpretazione della Tosca nell’aria Vissi d’Arte. La Istoc ha ben saputo rendere il tormento interiore della donna ricattata dal barone Scarpia che le ha chiesto di concedersi a lui in cambio della liberazione del suo amato, il pittore Mario Cavaradossi, condannato a morte.
Sicuramente uno dei momenti più emozionanti della serata è stato l’accompagnamento del pubblico al ritmo serrato e coinvolgente dell’Ouverture del Guglielmo Tell, imterpreta in maniera magistrale dall’Arad Symphony Orchestra.
Applausi a scena aperta per Anile quando ha cantato il Nessun Dorma, la celebre romanza della Turandot, interpretando il personaggio di Calaf, immerso nella notte di Pechino, in totale solitudine, che attende il sorgere del giorno, quando potrà finalmente conquistare l’amore di Turandot, la principessa di ghiaccio.
Sicuramente questo appuntamento musicale dovrebbe essere sostenuto ancor di più dalle istituzioni locali facendolo diventare, per la scelta degli interpreti, degli esecutori di grosso respiro internazionale e per l’ottima scelta delle partiture, “l’appuntamento” culturale dell’estate salernitana sempre però nello splendido scenario dell’atrio del Duomo di Salerno.

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