“Tifoseria senza dignità”. Così la Curva Furlan della Triestina ha definito la torcida biancorossa della Virtus Lanerossi Vicenza, nel derby del Triveneto disputato domenica sera allo stadio “Nereo Rocco”.

Nel settore caldo del tifo alabardato, rinforzato per l’occasione anche dai gemellati dell’Hellas Verona, gli ultras triestini hanno “pizzicato” i rivali vicentini, srotolando uno striscione che ha fatto molto discutere ma che gli stessi sostenitori della Curva Furlan hanno voluto motivare all’indomani del match. “Avreste dovuto giocare con la Pedemontana ma vi siete venduti l’anima per essere qua, tifoseria senza dignità”, questo il contenuto del messaggio esposto dagli ultras triestini, che hanno anche avuto l’arguzia di rappresentare la lettera “V” come il precedente simbolo del Vicenza. Il messaggio, accolto con fischi di disapprovazione dal settore ospiti del “Rocco”, ha scatenato numerose polemiche, acuendo la contrapposizione tra le due fazioni. Nella giornata di ieri, però, la Curva Furlan ha voluto chiarire il significato di quei metri di carta bianca con vernice rossa e la posizione di tutta la tifoseria alabardata circa la questione Virtus Lanerossi Vicenza, a detta dei triestini squadra differente dallo “storico” Vicenza fondato nel 1902 e fallito definitivamente nel gennaio del 2018.

La gloriosa società veneta, infatti, riuscì a concludere la stagione calcistica di serie C in esercizio provvisorio e nel giugno scorso, grazie al contributo del Bassano Virtus, fu rilevata all’asta di liquidazione. I proprietari del Bassano decisero di cambiare la denominazione del club in Lanerossi Vicenza Virtus, trasferendo la sede sociale da Bassano del Grappa a Vicenza e consentendo così al pubblico vicentino di mantenere la categoria. L’escamotage post fallimento dei “colleghi” di Vicenza, non è piaciuto agli ultras dell’Alabarda, che hanno motivato tramite la pagina ufficiale di un noto social network la propria posizione sulla vicenda, chiarendo definitivamente pure il significato dello striscione.
Di seguito, la nota della Curva Furlan:
Ribadiamo il concetto espresso nello striscione esposto in occasione della partita con la Virtus Vicenzano: per il nostro percorso di fiera e dignitosa sofferenza, che ci ha spinto ad anteporre il rispetto per il simbolo, che è la nostra storia, a qualsiasi situazione di comodo, non possiamo che condannare la scelta d’una tifoseria che, mentendo a se stessa, s’è inventata una continuità diretta con il Lanerossi Vicenza (come recita quella striscia di plastica ignifuga che espongono). I sacrifici per rilevare il marchio, il ritiro dello stesso quando la situazione societaria era tale da non rispettare quella sacra maglia e non ultima la scelta di non seguire una squadra che non era piu’ la nostra, disertando ciò che di piu’ caro abbiamo…la curva, la nostra casa, ci allontanano ancor di piu’ da realtà che scelgono la scorciatoia, che prediligono la categoria al rispetto della tradizione e del blasone. Del glorioso e rispettato Lanerossi Vicenza, non c’e’ piu’ nemmeno l’ombra come di quella degna tifoseria rivale d’un tempo…nessun rispetto per voi ed invece molto a tutte quelle tifoserie, tante, che trovatesi nelle stesse condizioni non hanno abbassato la testa, ma si sono elevate a vere e proprie “icone” di mentalità. Togliete quello striscione vergognoso che non fa altro che confermare che non siete piu’ nulla… massimo rispetto al Lanerossi Vicenza, ucciso da una città mercante affamata di categorie alte ma povera di spirito identitario”.

fonte foto: pagina Fb Grido Libero

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