di EDOARDO CIOFFI

Tra contestazioni e malumori, la città degli innamorati descritta da William Shakespeare nella celebre tragedia di Romeo e Giulietta, s’attesta tra le meno serene del momento da un punto di vista calcistico. Ieri sera, infatti, l’Hellas Verona di Fabio Grosso ha sfidato tra le mura amiche il Palermo, non potendo minimamente contare sul fattore campo.

Nel deserto del Bentegodi, i gialloblu hanno pareggiato 1-1 una partita che era stata preceduta da un clima di tensioni e polemiche. La scorsa settimana, gli ultras della Curva Sud scaligera si erano dati appuntamento con tutte le altre anime della tifoseria gialloblu, per prendere una decisione comune riguardo al match in programma venerdì sera contro il Palermo capolista. “Tutti fuori”, era stato il pensiero dell’intera torcida veronese, che aveva anche affisso uno striscione all’esterno dello stadio, prontamente fatto rimuovere dalla società. Nel mirino dei butei, c’era il patron Maurizio Setti, reo di non aver sollevato dall’incarico il mister Fabio Grosso, finito nel tritacarne dopo la sonora sconfitta contro il Brescia.
Il rendimento della squadra veneta, infatti, è stato finora ben al di sotto delle aspettative e per questo la tifoseria scaligera è insorta. Nonostante i 7500 abbonati ed una media di 11mila spettatori, ieri il Bentegodi è stato lasciato deserto. Poco più di quattrocento spettatori, infatti, hanno assistito al friday night della serie B, e la maggior parte dei presenti assiepava i gradoni del settore ospiti. Un fattore campo, dunque, praticamente invertito, visto che soltanto un centinaio di spettatori veronesi era presente al Bentegodi, mentre i tifosi rosanero erano in circa trecento unità. Nel settore caldo del tifo gialloblu, ieri insolitamente vuoto e privo di colori, campeggiava un solo striscione, a firma Curva Sud Verona, con su scritto “Ecco il tuo bilancio”. Una chiara provocazione, quella dei supporters scaligeri, che prima del match si erano anche compattati all’esterno dell’impianto di Piazzale Olimpia, dietro lo striscione “Facciamo quadrato, per il Verona”. Una contestazione civile ma decisa da parte del popolo gialloblu, che solitamente è uno dei più numerosi della categoria ma ieri ha ritenuto opportuno disertare, lanciando un segnale importante alla proprietà.

Non se la passa di certo meglio il Chievo, fanalino di coda del torneo di massima serie. Per la piccola realtà del quartiere veronese, quella attuale è una delle annate peggiori della recente storia calcistica, contraddistinta spesso da veri miracoli sportivi, col raggiungimento degli obiettivi prefissati. Seppur con numeri e modalità diverse, anche i supporters clivensi hanno avuto da ridire con un comunicato ufficiale diffuso la scorsa settimana, dal titolo “Se siamo uomini, dimostriamolo”. Dopo aver abbandonato anzitempo la curva durante la disfatta interna d’un mese fa contro l’Atalanta, il North Side 1994, gruppo portante del tifo clivense, ha puntato il dito contro i calciatori e l’ormai ex tecnico Gianpiero Ventura, poi dimessosi dall’incarico subito dopo il pareggio interno col Bologna. Un clima poco sereno, dunque, anche sull’altra sponda gialloblu, che fa ben capire l’aria pesante che tira dalle parti di Verona.

fonte foto: ilmessaggero.it

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