Uno scenario incantevole e la voglia di continuare a fare bene. Riccardo Bocalon si racconta ai microfoni di Dazn a pochi passi da Santa Teresa, la “Salifornia” per i cittadini salernitani. “Avere il mare è uno sfogo, abituato alla Laguna per me è come sentirsi a casa”. Ambientamento perfetto con città e tifoseria, per un inizio di stagione da ricordare.“Non mi pongo obiettivi, cerco di dare il massimo e fare il maggior numero di gol per centrare l’obiettivo di squadra. Din Don Bocalon? Lo speaker lo fa spesso (sorride). Ma non parlate di A, qui non si dice”.

L’attaccante della Salernitana ricorda il suo periodo all’Inter e alle dipendenze di Mourinho: Ricordava i nomi anche dei giovani, una cosa che ti dava carica e motivazione anche se non avevi la fortuna di allenarti tutti i giorni con la prima squadra. Lì sono entrato nel professionismo perchè devi avere già la mentalità giusta per imporsi. Samuel? Voleva vincere sempre, a volte in partitella ti strappava la maglietta“.Vivaio nerazzurro ma cresciuto col mito d’Inzaghi. “E’ il prototipo di attaccante ideale al quale mi ispiro, cercando di raccogliere le palle sporche e convertirle in gol”. 

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