Sono giorni di riflessioni e polemiche per il movimento ultras italiano, finito nuovamente sotto accusa dopo gli episodi incresciosi verificatisi a Milano prima del match Inter-Napoli. Dopo la tragica morte di Daniele Belardinelli, ultras del Varese che era presente al fianco dei gemellati interisti nella sfida di mercoledì sera a San Siro, diversi gruppi ultras hanno espresso il proprio punto di vista.

Gli incidenti che hanno caratterizzato il prepartita tra Inter e Napoli hanno riproposto vecchie problematiche che il variegato mondo degli ultras aveva già affrontato tempo addietro, soprattutto durante i “raduni ultras” ai quali hanno preso parte, negli anni, diverse sigle organizzate italiane. Lame, spranghe, bastoni ed episodi di violenza gratuita che, secondo il “codice comportamentale” degli ultras non dovrebbero mai comparire, né dentro né fuori dagli stadi ma che purtroppo ormai da anni caratterizzano i momenti che precedono o seguono le partite di calcio. Un “codice” non scritto, condiviso da tanti ma a più riprese disatteso, in un movimento di aggregazione giovanile e di passione per il tifo e per il calcio che, troppo spesso, lascia spazio ad episodi che non dovrebbero avere a che fare col tifo. Sulla vicenda, hanno preso posizione gli ultras della Curva Nord di Monopoli, appartenenti alla sigla Army Korps 1980. Lo storico gruppo del tifo organizzato biancoverde ha diramato stamane un comunicato, nel quale ha annunciato la sospensione delle attività in trasferta, al seguito del Gabbiano. Alla base della scelta, stando a quanto si legge nel comunicato, ci sarebbe il profondo cambiamento dei valori ultras che, nei 50 anni di movimento del Belpaese, avevano caratterizzato le Curve di tutta Italia. Di seguito, ecco la nota integrale dell’Army Korps:

Gli Army Korps Monopoli, dopo quasi quarant’anni, annunciano la sospensione momentanea da tutte le trasferte che dovrà affrontare il nostro Gabbiano. Scelta dolorosa ma inevitabile, dettata da situazioni venutesi a creare con alcuni appartenenti al gruppo, i quali non si sono dimostrati coerenti con le decisioni prese riguardo il modo ma soprattutto con chi viaggiare, per seguire il nostro Monopoli. Quindi anche a seguito di incresciose situazioni verificatesi in questi ultimi anni, abbiamo deciso di autosospenderci dal viaggiare in trasferta, perché non vogliamo mettere a rischio la vita di altri ragazzi appartenenti e non vogliamo assolutamente renderci responsabili di qualsiasi altra conseguenza. NON SI PUO’ MORIRE PER UNA PARTITA DI CALCIO!!! Essere ultras non vuol dire essere criminali, in quanto l’ultras è colui che mette l’anima per sostenere i propri colori, i propri ideali e la propria città. Altra motivazione per la quale prendiamo questa dura decisione è che, specialmente dopo il “caso Raciti”, la situazione è degenerata. Ci sono stati nuovi casi con conseguenze gravissime, dove ragazzi come Gabriele Sandri, Ciro Esposito e per ultimo Daniele, solo per citarne alcuni, hanno perso la vita. La repressione ha colpito tutti, compreso lo Stato! E’ diventata solo una guerra dove non ci sono né vincitori né vinti, bensì abbiamo famiglie che piangono per la perdita di un proprio caro. Siamo ostaggio di abuso di potere e allora che senso ha continuare così??? Tanto vale sospendere! Troppi militanti che muoiono o che si ritrovano ad andare a firmare in questura…è ora di fermarci!!! Il nostro sostegno continuerà, come sempre, al solito posto…nella Curva Nord…la nostra casa!

 

Notizie Simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *