di EDOARDO CIOFFI

Un clamoroso dietrofront che ha (ri)aperto le porte di San Siro ai tifosi del Napoli. Da ieri pomeriggio, infatti, è stata ufficialmente aperta anche la vendita per il settore ospiti ai supporters partenopei, senza alcuna restrizione.
Le parole pronunciate mercoledì dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, hanno trovato séguito e dalle ore 15 di ieri il match Milan-Napoli è stato reso “libero”. Una gara, dunque, aperta a tutti, tra lo stupore di tanti addetti ai lavori e l’incredulità degli stessi sostenitori azzurri. A differenza dell’iniziale disposizione dell’Osservatorio sulle manifestazioni Sportive e della Questura di Milano, infatti, il divieto è stato di fatto annullato, dopo la mediazione di Salvini. E’ forse la prima volta che un politico scende in campo in maniera così netta, “battendosi” in prima persona per aprire una trasferta ai tifosi.

I FATTI
La scorsa settimana Milan-Napoli veniva etichettato come “match a rischio”, per via dell’accesa rivalità tra le due tifoserie e soprattutto per i recenti problemi di ordine pubblico venutisi a creare proprio a Milano, la notte di Santo Stefano, nel pre partita di Inter-Napoli. Una disposizione considerata severa ma probabilmente attesa, un po’ da tutti. L’idea di una sfida impari sugli spalti, aperta soltanto ai tifosi rossoneri, non è piaciuta però a Matteo Salvini. Il ministro dell’Interno e segretario della Lega, pur essendo un dichiarato sostenitore del Diavolo, ha mostrato solidarietà ai tifosi partenopei, scendendo in campo affinché il divieto venisse abolito. “Non deve esserci alcuna limitazione alla vendita dei biglietti e all’accesso allo stadio. Voglio puntare sul buon senso, sulla responsabilità e correttezza delle tifoserie di Milan e Napoli, oltre che sulla professionalità delle forze dell’ordine“, queste le parole del titolare del Viminale, schieratosi contro le restrizioni messe in atto per il match di sabato 26 gennaio. Tuttavia, Salvini è stato chiaro, parlando a più riprese di “senso di responsabilità” che, qualora venisse a mancare, vedrebbe egli stesso pronto a puntare il dito contro i facinorosi. “Non vogliamo togliere il diritto ad un sano divertimento alla gente perbene ma in caso di problemi, agirò di conseguenza“, la chiosa finale del ministro.

L’APERTURA DELLA PREVENDITA E IL PRECEDENTE DI ROMA DEL 2008
Dopo le parole di Salvini, c’è stata l’inaspettata svolta. Nel pomeriggio di ieri, infatti, la società SSC Napoli ha comunicato, tramite il proprio sito di bandiera, l’apertura della trasferta a tutti i tifosi azzurri, senza obbligo di Card né limitazioni geografiche. Quella che, in gergo, viene definita “trasferta libera“, che negli anni addietro rappresentava la normalità mentre negli ultimi tempi – prima della riapertura datata 4 agosto 2017, con il Protocollo d’Intesa siglato a Roma – era diventata una vera e propria chimera. Nell’euforia della riapertura, però, i primi interrogativi da parte di alcuni tifosi azzurri, che dopo i fatti di Roma del 2008 hanno cominciato ad essere “malpensanti”. E’ noto che la tifoseria partenopea, soprattutto sul territorio nazionale, è capace di muovere numeri spesso esorbitanti, in particolar modo quando la partita viene resa “libera”. Nella sopracitata occasione, gli azzurri invasero la Capitale per quello che era il match d’esordio della stagione 2008-09, contro gli acerrimi rivali giallorossi. Nel viaggio in treno degli ultras azzurri si parlò di 500mila euro di danni e di “problemi di ordine pubblico” creati dagli stessi all’arrivo alla stazione Termini. Una gara che costò caro al popolo azzurro, che in quella stagione si vide vietato, per disposizione dell’allora ministro Roberto Maroni (fautore qualche mese più tardi della “Tessera del Tifoso”) l’intero campionato lontano dalle mura amiche del San Paolo. A nulla valse, poi, il ricorso dei tifosi azzurri e la sentenza del Giudice di Pace di Napoli, che due anni dopo condannò Trenitalia per la gestione di quella giornata e per la “possibilità negata ai tifosi di viaggiare in condizioni dignitose”.

Da allora, tra i supporters partenopei c’è dunque anche una certa diffidenza verso le partite “a rischio”, rese libere per favorire il probabile esodo dei sostenitori azzurri. Da segnalare, comunque, che i tifosi del Napoli non hanno moltissimo tempo per acquistare i ticket del big match in programma domani sera al Meazza. Considerata l’apertura di ieri della prevendita e la chiusura che avverrà nella giornata di oggi, alle ore 19, i tifosi azzurri hanno avuto poco più di 24 ore per potersi accaparrare il biglietto del settore ospiti (al costo fisso di 41€). Un margine di tempo sicuramente sufficiente ma comunque non elevatissimo, se si considera anche la pianificazione della stessa trasferta in poche ore. Nonostante non siano arrivati comunicati ufficiali da parte degli ultras azzurri, è facile pensare che dopo l’apertura della trasferta, presenzieranno a San Siro sia gli ultras della Curva A (possessori della Supporter Card) che quelli della Curva B (non tesserati). Una cornice di pubblico sicuramente più adatta ad un evento così importante, che dopo la mano tesa da Salvini potrebbe rappresentare – delle due l’una – il rilancio del calcio italiano o una nuova imminente stagione di restrizioni e settori chiusi.

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