È una provocazione, e sicuramente resterà tale, ma le parole sono forti, come il messaggio lanciato al Palazzo del calcio. Gianni Vrenna, presidente del Crotone, si dice pronto a lasciare il campionato di serie B. E si dà anche un tempo: “Credo che nella gara contro il Pescara si sia toccato il fondo. Al prossimo torto arbitrale ritiro la squadra”.

L’imprenditore paganese, la cui famiglia è da anni alla guida della società pitagorica, dopo aver visto i suoi squali capitolare ancora allo Scida – in seguito ad un arbitraggio molto contestato – ci è andato giù duro. In particolare, ha fatto riferimento alla decisione del direttore di gara, Rapuano di Rimini, di non concedere un calcio di rigore per un contatto tra Scogliamiglio e Spolli.

Vrenna non ha omesso nulla dei suoi (cattivi) pensieri, parlando in sala stampa: “Hanno deciso forse che in questa categoria siamo scomodi. Non è il primo episodio eclatante che ci penalizza. Prepareremo un dossier da inviare a chi di competenza. Non possiamo più permettere di essere trattati così. Se ci fosse stato il Var ora staremmo parlando di un altro campionato. Mi farò sentire con tutte le mie forze. Voi forse non lo sapete, ma io e la società siamo stati deferiti dalla Procura federale per aver leso l’onorabilità del Chievo in una intervista che ho rilasciato ad una radio di Roma. Siamo nel Paese di Pulcinella”, l’accusa del presidente del Crotone.

Per settimane, la scorsa estate, il club calabrese (neo retrocesso in B) aveva chiesto la riammissione in serie A al posto del club scaligero, reo di presunte plusvalenze gonfiate e, al termine del processo sportivo, penalizzato di tre punti nella stagione in corso.

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