Sono giorni molto movimentati in quel di Bergamo, dopo il match di coppa Italia disputato mercoledì sera allo stadio “Artemio Franchi” tra i nerazzurri e la Fiorentina. Oggi, anche la società lombarda ha voluto prendere posizione, diffondendo un comunicato dal proprio sito di bandiera dove si chiede verità e giustizia.

I FATTI
Dopo la semifinale della kermesse tricolore tra la squadra di Gasperini e i viola, terminata in parità, si sono registrati momenti di tensione in autostrada tra forze dell’ordine e tifosi atalantini. Il motivo principale dell’azione perpetrata dagli agenti nei confronti della torcida atalantina che stava rientrando a Bergamo, non è ancora venuto fuori ed è proprio per questo che tanto gli ultras della Dea, quanto la società orobica, hanno chiesto di far luce sulla situazione. In queste ore, infatti, sono emerse versioni discordanti e sul web sono circolati i primi video, registrati da uno dei venti bus organizzati dalla Curva atalantina, dove si vede l’azione di uomini delle forze dell’ordine nei confronti di alcuni occupanti il pullman. Secondo la versione ufficiale degli ultras dell’Atalanta – che all’indomani del match con i toscani avevano diffuso un comunicato tramite la propria pagina Facebook “Sostieni la Curva” – l’azione delle forze dell’ordine nei confronti del bus nerazzurro sarebbe stata assolutamente gratuita ed immotivata. Nella nota dei sostenitori orobici, infatti, si legge che “a 500 mt dal casello di Firenze Sud, dopo la partita è accaduto qualcosa che al momento fatichiamo a comprendere. Non c’è stato nessun contatto con la tifoseria viola, né prima né dopo la partita, e il clima era di assoluta tranquillità. Sulla strada del ritorno, scortata in superstrada, la carovana dei quasi 20 bus viene separata e divisa dalle forze dell’ordine per, così riferiscono, controllare un pullman che si stava staccando“.

Nel loro racconto, gli ultras della Dea descrivono minuziosamente quei momenti concitati vissuti in autostrada, specificando come “il reparto celere fa accostare il primo pullman, facendo aprire le porte e salendo a bordo (già in assetto antisommossa), colpendo e ferendo indistintamente tutti gli occupanti e rompendo i finestrini dopo aver divelto la porta anteriore“. Un comunicato col quale la Curva Nord Bergamo ha voluto subito “denunciare” l’accaduto, specificando che “negli anni è stato fatto un lavoro proprio per evitare situazioni come queste, dove in passato grazie al caos scaturivano scontri con la polizia, totalmente inutili e molto spesso senza un vero motivo“.
Verità e giustizia per quanto accaduto in autostrada, questo in soldoni il messaggio che gli ultras atalantini hanno voluto lanciare, invitando i tifosi nerazzurri a diffondere video e foto scattate in quei momenti dal bus immediatamente dietro a quello oggetto di perquisizione, controlli e presunto pestaggio.

LA DIFFUSIONE DELLA NOTIZIA E LA SOLIDARIETA’ DELLA SOCIETA’ 
Diversi siti internet locali e alcuni quotidiani, hanno raccolto foto e testimonianze di una parte dei circa 3mila tifosi presenti al seguito della truppa di Gasperini a Firenze. Ferite, escoriazioni, lividi, racconti di manganellate e attimi di paura, hanno contraddistinto le prime pagine di alcuni giornali, anche nazionali. Addirittura il deputato leghista Daniele Belotti – che è anche uno storico tifoso atalantino – è sceso in campo chiedendo un’indagine alla Camera: “Dobbiamo tutelare l’immagine della Polizia da eventuali abusi commessi dai propri rappresentanti. Deve uscire fuori la verità“. Alle parole di vicinanza di Belotti, ha fatto seguito il comunicato del club presieduto da Antonio Percassi, che dal proprio sito web ha chiesto “verità e giustizia”. Anche la società orobica, infatti, ha specificato di “non amare i processi sommari ” ma allo stesso tempo ha ribadito di “credere fermamente nella giustizia e nella lealtà dei comportamenti, per questo riteniamo opportuno che quanto successo e documentato con immagini e testimonianze, sia oggetto di approfondimenti“. Il tutto anche a tutela delle forze dell’ordine stesse, che – come scritto anche nella nota web dell’Atalanta Calcio – “svolgono un importante servizio a garanzia della sicurezza pubblica“. Qualcuno ha ipotizzato che l’azione delle forze dell’ordine fosse dovuta a dei disordini creati in precedenza da alcuni sostenitori atalantini, ma a supporto di questa versione al momento non sono emersi racconti dettagliati nè immagini multimediali. In attesa di far luce sulla folle notte del 28 febbraio – che ha poi visto i tifosi atalantini rientrare a casa soltanto alle ore 8 del mattino di giovedì – l’avvocato Federico Riva ha già denunciato, per sei suoi assistiti, una “aggressione a Firenze da parte delle forze dell’ordine”. I sei ragazzi difesi dal legale lombardo, infatti, hanno il referto rilasciato dagli ospedali dove sono andati a farsi medicare e questo potrebbe rappresentare solo l’inizio di una storia scomoda ed intricata, dove da più parti vengono chieste verità e giustizia.

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