di STEFANO MASUCCI

Curva Sud in silenzio e spaccatura (interna alla tifoseria) confermata. Se un centinaio abbondante di tifosi ha preferito restare all’esterno dello stadio Arechi, portando avanti la propria linea contro la società, in 3mila hanno invece scelto di presenziare sui gradoni dell’impianto sportivo cittadino, ormai quasi completamente rimesso a nuovo e pronto a offrire un colpo d’occhio particolarmente suggestivo.

Un’ora prima del fischio di inizio, infatti, un gruppo di supporters ha proseguito la protesta contro Lotito e Fabiani. “Salerno non è la Lazio“, il tormentone dedicato all’imprenditore capitolino, al quale è stato dedicato un coro goliardico, “noi c’abbiamo un presidente che ci porta in serie A“, sulla scorta delle rinnovate promesse avvenute nell’incontro di giovedì a Villa San Sebastiano. “Liberate la curva“, il messaggio rivolto invece a chi ha deciso di tornare nel settore più caldo dello stadio con il nome da principe, che porta il nome di Siberiano, storico capo ultrà scomparso il 12 aprile di 9 anni fa e ricordato con striscioni non solo all’esterno dell’Arechi, ma anche nei punti strategici della città.

Il dato degli spettatori dirà 2910, un migliaio circa in più rispetto a quanti ne erano entrati in occasione di Salernitana-Venezia di due settimane fa, ma il silenzio di un Arechi spettrale è stato comunque assordante. Nel primo tempo, infatti, non c’è stato un solo coro di sostegno per Djuric e compagni, soprattutto quando i granata sono andati in svantaggio sotto i colpi di Moncini e Iori. A strappare i primi applausi di giornata, è il manipolo dei sostenitori giunti dal Veneto, (una decina in tutto) che ha interrotto il silenzio con un coro contro Lotito. Mentre nel corso dell’intervallo si è verificato un confronto tra i tifosi rimasti all’esterno della curva, nella ripresa, sotto una pioggia battente che ha spazzato il sole del primo pomeriggio, i 3mila hanno partecipato più attivamente alla rimonta granata, esplosa in rabbia dopo la rete di Minala, senza tuttavia dar voce a nessun coro, salvo al 90′ inoltrato, quando sotto il diluvio, si alza forte “Solo per la maglia“.

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