Si è tenuto quest’oggi, presso il Salone Bottiglieri di Palazzo S.Agostino, il convegno riguardante i percorsi di cura ed innovazione, organizzato dal Movimento Cristiano Lavoratori in collaborazione con il Circolo Salernitani Doc.

L’evento ha fatto registrare una buona partecipazione di gente, che inizialmente ha ascoltato i saluti di rito e le considerazioni dei due rappresentanti delle associazioni promotrici del convegno, Massimo Staglioli e Maria Rosaria Pilla, del delegato alla Sanità della Provincia di Salerno, Felice Santoro, del presidente dell’Ordine dei medici, dottor Giovanni D’Angelo e dell’On. Franco Picarone, presidente della II Commissione Bilancio e Finanza, Demanio e Patrimoni Regione Campania. Al tavolo, presenti anche il direttore sanitario dell’AOU Ruggi d’Aragona, Cosimo Maiorino e il moderatore del convegno, On. Guido Milanese.

Molto interessanti, poi, sono state le relazioni scientifiche presentate al pubblico dal professor Alessandro Puzziello, direttore dell’UOC di Chirurgia Generale del Ruggi, e dal chirurgo Andrea Loffredo. Tra le tante e importanti tematiche affrontate dal prof. Puzziello, il ruolo della chirurgia oncologica per quanto concerne alcune neoplasie, quali quelle epatiche e del tratto gastrointestinale.

La relazione conclusiva, invece, è stata realizzata dal dottor Loffredo, chirurgo del reparto di Chirurgia Generale dell’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona, il quale ha posto l’accento sull’importanza di una “nuova” branca chirurgica, ovvero quella robotica. <<Un tipo di chirurgia che nasce per semplificare le cose, non per renderle più complicate>>, ha chiosato il dottor Loffredo, che ha poi sottolineato come questo tipo di chirurgia possa rappresentare un enorme vantaggio per tutti, personale medico e utenza. <<Rispetto alla laparoscopia, che è comunque una tecnica difficile, che porta anche il chirurgo a “stancarsi” più facilmente, la robotica nasce per rendere tutto più rapido e semplice. Già la laparoscopia ha rappresentato, in questi anni, un enorme vantaggio rispetto alla tecnica chirurgica tradizionale, soprattutto se si pensa ai tempi di recupero del paziente, ma la robotica può rappresentare un ulteriore passo avanti. La considero una tecnica più democratica, in grado di dare maggiore standardizzazione delle procedure. L’unico reale svantaggio, ad oggi, è rappresentato dai costi eccessivi che essa comporterebbe>>.

Il chirurgo dell’azienda ospedaliera universitaria, dopo aver passato brevemente in rassegna alcune sue esperienze lavorative come quella di Chicago, ha aggiunto altre informazioni riguardo la chirurgia robotica: <<La robotica può permettere anche a chi non ha esperienza, di imparare a fare un intervento chirurgico, grazie all’affiancamento di un tutor. La doppia consolle favorisce sicuramente la formazione di un giovane chirurgo, che può migliorarsi in questa importante tecnica mini-invasiva. Inoltre – ha continuato ancora Loffredo – questa tecnica offre una visione magnificata e tridimensionale, con grande confort per il chirurgo che opera. Si tratta di un superamento dei limiti della mente e della mano dell’uomo>>.

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