Delio Rossi torna sulla vicenda Palermo. Il tecnico rosanero, dopo la sentenza della Corte Federale D’Appello, ha infatti parlato attraverso i canali ufficiali della società rosanero, partendo proprio dalle ultime vicende giudiziarie passando per l’aspetto affettivo verso la piazza dove è tornato ad allenare.

«E’ arrivata questa sentenza, ha deciso un tribunale. Ma io sono un uomo di campo, ed è difficile dover giudicare l’operato di un tribunale, certo dispiace non aver potuto disputare i playoff, ero venuto per quello. Dopo una prima sentenza gravosa è arrivata una seconda sentenza più mite. C’erano situazioni pregresse da quello che presumo, io sono tornato in punta di piedi, così come me ne sono andato. In passato abbiamo toccato i punti più alti della storia del Palermo, nei momenti di difficoltà però si vedono gli uomini e chi vuole veramente bene al Palermo. Bisogna stare ancora più vicino alla squadra, perché c’è una nuova proprietà e un nuovo inizio. A noi professionisti dà fastidio l’apatia, preferirei addirittura i fischi, sono simbolo d’amore. Vorrei che il Palermo fosse una promozione per la città a livello mondiale. Il bilancio del campo è molto parziale, perché manca la parte finale. In dieci giorni ho disputato 4 partite, dispiace non aver potuto portare l’incarico a termine, ma se si è cambiato qualcosa non andava. Ma mi hanno sempre seguito. Quale partita vorrei rigiocare? Quella con il Livorno. Dal punto di vista tecnico la migliore è stata quella con il Cittadella. Qui hanno apprezzato la persona Delio Rossi, scindendo l’aspetto umano da quello tecnico, io mi sono sentito stimato, e non voglio deludere queste persone, cerco di migliorare per ripagare la loro fiducia». 

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