di STEFANO MASUCCI

Risate, brividi, ricordi, ma soprattutto tanto divertimento. Il terzo giorno di celebrazioni per il Centenario della Salernitana ha visto protagonista l’Arenile di Santa Teresa, dove si è disputato il triangolare tra vecchie glorie che hanno portato l’ippocampo sul petto, divisi in tre formazioni, rispettivamente biancocelesti, granata e bianchi.

Le tre rose erano così composte:

Salernitana biancoceleste:

Botticella, Montervino, Melosi, De Luca, Di Vicino, Mounard, Cammarota, Bogdani, Ass. Caramanno, Mancuso, Bellotto, Soviero

Salernitana bianca: 

Effice, Ferrarese, Moro, Breda, Pisano, Facci, Grimaudo, Ricchetti

Salernitana granata:

Pinna, Di Napoli, Bombardini, Soligo, Fusco, Tosto, De Cesare, Ferraro, Del Grosso, Cardinale, Avallone, Ferrara

Il primo match ha visto il successo dei biancocelesti sui bianchi per 2-1, in virtù delle reti di Amore e Bogdani, anche se ad aprire le danze era stato Pisano, che si è letteralmente buttato tra la sua gente per esultare dopo la rete. Siparietti a ripetizione, mattatore della serata sicuramente Sasà Soviero, che non è sceso in campo preferendo vestire i panni del mister, tra battute e risate di gran parte del pubblico presente. Nel secondo match si sono affrontati invece bianchi e granata, 2-1 in favore dei granata. Prima rete di Re Artù Di Napoli, che ha duettato in maniera sublime per alcuni tratti del match con Bombardini, poi ancora Pisano e Tosto hanno fissato il risultato sul 2-1. La terza sfida, di fatto uno spareggio per la vittoria del triangolare tra biancocelesti e granata. Di Vicino sblocca la finalissima, poi ancora Tosto pareggia prima del 2-1 di Amore, che ha sancito la vittoria, con tanto di bacio del team di Soviero. Solita scenografia da brividi per il terzo appuntamento del Centenario, cui hanno preso parte migliaia di tifosi, che hanno allestito una coreografia composta dai 4 loghi utilizzati dalla Salernitana nel corso della sua storia centenaria. Tra i più acclamati, i calciatori di metà anni ’90, che hanno fatto sognare la città sotto la guida di Delio Rossi, cori dedicati anche per altri protagonisti in epoche diverse all’ombra dell’Arechi, in particolare per Giuliano Melosi, (11 Melosi), e Arturo Di Napoli (e segna sempre lui).

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