Il Chievo è un bel banco di prova, una tappa d’avvicinamento per dire: inizia un altro campionato. Certo, ben vengano i risultati fatti fin qui, meglio essere ricchi che poveri. Però bisogna creare i presupposti per guardare la classifica non oggi, ma fra tre o cinque mesi”. Parole di Gian Piero Ventura alla vigilia del turno infrasettimanale che vedrà la sua Salernitana affrontare alle nove della sera di domani i veneti all’Arechi.

Siamo in grado di fare passi avanti, anche se siamo tornati alle quattro del mattino dalla Sicilia mentre i nostri avversari hanno avuto un giorno in più di recupero. Spero che la mia Salernitana sappia unire la prestazione offerta contro il Pescara e la capacità di soffrire vista a Trapani, dove in un contesto non facile abbiamo vinto la partita dando un messaggio chiaro: questo è un gruppo forte, che lotta, soffre e magari vince anche. Rispetto alla squadra di tre mesi fa c’è un’applicazione diversa. Ovviamente non può essere ottimale, per questo stiamo lavorando”, continua il tecnico granata che vive questa sfida da ex di turno. Fu un’avventura lampo e sfortunata, quella dell’anno scorso nella Verona clivense, che Ventura ricorda così: “Un capitolo mai nato. Però zero problemi, rimane l’amicizia con il presidente Campedelli e la società. Posso solo sperare che il club gialloblu torni presto in serie A”. Rammarico per la squalifica:  “Un peccato non esserci ma nel referto sono state scritte cose false. Non ho detto nulla agli avversari ma solo allontanato dei miei giocatori”.

La chiosa su Cerci. “Ha segnato il suo primo gol in serie A proprio contro il Chievo? Beh, lo può fare all’inizio ma anche alla fine”, sorride Ventura. E poi aggiunge: “Ho rivisto il giocatore di qualche anno fa e mi aspetto moltissimo da lui. Però non siamo in condizione di poter affrettare”. Indizio che domani la Salernitana di turn-over potrà farne davvero poco. (OIRDAR)

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