Storie che fanno bene al cuore, soprattutto in momenti così bui. A Bergamo, una delle città che più di altre ha sofferto l’emergenza epidemia Covid-19, da domani sarà finalmente attivo un presidio medico avanzato, realizzato a tempo di record da tanti cittadini volenterosi.

La Fiera di Bergamo, infatti, nelle prossime ore potrà essere già operativa per ospitare i primi pazienti che necessitano di cure. Artefici di questo “miracolo”, insieme agli alpini, sono stati gli ultras dell’Atalanta, che dal 24 marzo hanno lavorato alacremente per accelerare i tempi e far sì che venisse prontamente allestita la succursale Covid-19 dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, epicentro sanitario dell’emergenza in una delle province più colpite. Poco più d’una settimana, scandita da sudore e lavoro, “perchè essere ultras significa anche amare la città, soprattutto nei momenti bui“, si ascolta in qualche clip video realizzata durante i lavori per il “nuovo” ospedale bergamasco e postata sul web. Tanti ragazzi appartenenti alla curva Nord bergamasca, infatti, sono scesi in campo al fianco degli alpini, lavorando notte e giorno per garantire in breve tempo la realizzazione del presidio medico. <<Vogliamo voi, perchè sappiamo che la Curva ha un cuore grande>>, questo sarebbe stato l’ “invito” fatto dagli alpini agli ultras della Dea, che senza farselo ripetere due volte si sono messi all’opera. Dalla pagina social della Curva Nord Pisani, gli ultrà hanno fin da subito “annunciato” la propria partecipazione, chiedendo massima collaborazione anche ad altri tifosi volenterosi. Il tam tam ha fatto sì che diversi volontari (elettricisti, imbianchini, idraulici) arrivassero a dar manforte alla “squadra” schierata alla Fiera di Bergamo, per consentire la realizzazione dell’ospedale. La partecipazione è stata straordinaria ed i frutti si sono visti subito, al punto che pubblicamente anche Sergio Rizzini, capo della Sanità alpina dell’Ana, ha voluto ringraziare il cuore (ed il sudore) dei curvaioli neroblu: <<E’ stata un’impresa ma ce l’abbiamo fatta e siamo soddisfatti>>. Il nuovo presidio bergamasco, che sarà dotato di ben 20 posti letto di terapia intensiva (gestiti da Emergency e da medici militari russi), 52 posti di sub-intensiva e 70 per la degenza normale, potrà dunque “accogliere” da domani i primi pazienti. <<Sarà poi l’epidemia a dettare le cure e visto l’attuale calo degli accessi, non è detto che serva un pronto soccorso h24, che comunque sarà previsto>>, ha spiegato il capo della Sanità alpina.

Le ore di lavoro, scandite dai cori degli ultras, sono state meno “faticose” per tutti ed oggi che il risultato è stato raggiunto, gli aficionados della Dea si mostrano ancora più orgogliosi. In un video realizzato dal Tg regionale di Rai 3, gli ultras hanno intonato dinanzi alle telecamere “la gente come noi non molla mai”, mostrando con fierezza i vessilli della Curva Nord Bergamo, che ancora una volta ha voluto dimostrare l’appartenenza alla propria città. Grazie agli ultras, inoltre, sono arrivati anche dei fondi dai “colleghi” del Wacker Innsbruck e dell’Eintracht Francoforte, storicamente “legati” agli atalantini da rapporti di gemellaggio. Soprattutto gli ultrà austriaci, hanno voluto dare sostegno alla città di Bergamo in un periodo così delicato, raccogliendo ad Innsbruck un’importante somma che è stata poi utilizzata per sostenere l’ospedale Bolognini di Seriate. Ben 56mila euro, infatti, sono stati raccolti a favore dell’Accademia dello Sport per la Solidarietà di Bergamo, al fine di finanziare il noleggio per altri due mesi di una Tac mobile arrivata dall’Olanda. Altri episodi che “spazzano” via luoghi comuni e cattiverie sul mondo delle Curve, ancora una volta in prima linea. Ognuna a difesa della propria città e della propria gente.

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