Il tema della ripresa del calcio nel Belpaese, resta uno degli argomenti più caldi delle ultime ore. Nella serata di martedì, in diretta su Sportitalia, ha affrontato questa tematica anche il numero uno del Coni, Giovanni Malagò, che in collegamento webcam da Roma si è espresso sull’eventuale ripresa dei campionati di calcio.

Non ho mai sostenuto la tesi che il calcio non dovesse ripartire, anzi ho sempre detto il contrario. Il calcio è un’impresa, chi può pensare che non si debba rimettere in moto?“, così ha esordito il presidente del Coni, sgombrando il campo da presunte voci che nei giorni scorsi lo avevano accostato alla schiera dei contrari alla ripresa dei tornei.

Il calcio resta la disciplina più seguita e più amata nel nostro Paese. Proprio perchè è un’azienda atipica rispetto alle altre, ha delle dinamiche particolari, con tante componenti che ruotano attorno ad essa. Siccome in Italia ancora non si sa, ad oggi, quando si potrà svolgere un evento sportivo, dico che è doveroso prevedere un piano B“.  Queste le parole del “capo” dello sport italiano, che ha evidenziato l’esigenza di studiare al meglio l’eventuale ripresa, curando tutto nei minimi dettagli. “Capisco la specificità del calcio e l’impatto che esso possa avere, però dobbiamo tener presente una cosa: se una volta ripresi i campionati, qualcosa non dovesse andare bene?“.

Il numero uno del Coni, poi, ha anche parlato dei protocolli medici previsti per la ripresa, scindendo il calcio – o meglio, il campionato di serie A- da tutti gli altri sport: “Gli altri sport di squadra si sono fermati per quest’anno, il calcio invece sta legittimamente giocando una sua partita per ricominciare. Questo aspetto va considerato, perchè fa capire come ci si stia muovendo in maniera diversa. Ieri pomeriggio sono stato ben tre ore in videoconferenza, ed ho parlato di protocolli medici col presidente CIP, Luca Pancalli, con il presidente dei medici sportivi Fmsi, Maurizio Casasco, e con il dottor Fabio Pigozzi. Il calcio, invece, domani presenterà un suo protocollo medico al governo. E’ l’unico sport che si muove a parte“. Infine, Malagò ha precisato che il protocollo non sarà applicabile a tutto il mondo del calcio, ragion per cui sarebbe più giusto parlare solo di massima serie e non di tutti i campionati: “Permettetemi di fare una precisazione: qui non si parla di calcio bensì di campionato di serie A.  E’ evidente che quel protocollo medico sarà applicabile soltanto per la massima serie italiana e non per tutte le categorie“.

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