Con un comunicato diramato in queste ore, il gruppo organizzato “Diffidati Liberi Reggio Calabria“, cuore pulsante della curva Sud del “Granillo”, ha voluto esprimere il proprio pensiero circa i festeggiamenti avvenuti venerdì sera in città. Un evento che ha fatto molto discutere, sia a livello locale sia a livello nazionale, per le tante persone che si sono riversate in strada con l’intento di festeggiare il ritorno in serie cadetta della Reggina. Dopo anni di amarezze, infatti, la squadra amaranto aveva disputato un esaltante campionato di serie C che, fino allo stop causato dall’emergenza sanitaria Covid-19, l’aveva vista “giganteggiare” nel girone C della terza serie, riaccendendo la passione d’una piazza che vive di calcio.

L’ufficialità del ritorno in serie B, ha fatto sì che in città partisse la festa. In epoca di restrizioni e distanziamento sociale, però, i festeggiamenti non sono passati inosservati ed hanno scatenato diverse polemiche. Proprio per questo, gli ultras della Curva Sud hanno voluto chiarire alcuni aspetti, non sfuggendo alle proprie responsabilità ma ribadendo l’eccessiva risonanza mediatica data ad un evento che, a detta loro, non ha fatto registrare comportamenti censurabili. Anzi, avrebbe addirittura dimostrato la maturità del popolo reggino che, dopo essersi reso conto che l’evento stava andando ben oltre, ha deciso a malincuore di interrompere la festa per evitare che la situazione potesse degenerare. Di seguito, la nota integrale della torcida calabrese:

A seguito delle numerose critiche e segnalazioni su vari media nazionali e alcuni social media locali (di cui ci ricorderemo a tempo debito), abbiamo deciso di intervenire esprimendo il nostro pensiero. Non siamo qui per fare del vittimismo, anzi, siamo pronti come sempre abbiamo fatto a metterci la faccia.
Alla festa di venerdì erano presenti intere famiglie, anziani, bambini, tanti giovani e semplici curiosi e non riteniamo sia giusto colpevolizzare e criminalizzare tutti loro, solo perchè hanno scelto di condividere gioia e passione che aspettavano da anni. Siamo consapevoli che alcune cose non siano andate come dovevano, sin dal primo momento in cui avevamo lanciato l’iniziativa avevamo spiegato e ripetuto che avremmo cercato, e voluto fare di tutto, per far rispettare le regole. Regole che oggi giustamente qualcuno ci accusa di non aver rispettato, tempestandoci di critiche e accuse. Per la festa, che è durata comunque un tempo limitato e non esagerato, avevamo predisposto nel limite delle nostre possibilità un sistema di amplificazione audio proprio per permettere a tutti, anche a distanza, di poterci ascoltare. Più volte abbiamo invitato e sollecitato le persone durante l’evento a mantenere le distanze e usare le mascherine, così come noi del gruppo organizzato avevamo fatto. L’amministrazione comunale si è attivata transennando, mettendo in sicurezza la zona e vietando la vendita di alcoolici, come grande disponibilità c’è stata anche da parte delle attività commerciali nei pressi dell’area, che hanno anche sacrificato i loro spazi e ci hanno offerto supporto logistico. I presupposti, l’impegno e la serietà da parte di tutti sono stati massimi ma non è bastato. Sono stati tanti i momenti di gioia ed euforia, ma nonostante ciò gli assembramenti sono stati davvero limitati e nel momento in cui la situazione ci stava sfuggendo di mano, abbiamo deciso a malincuore di tutti, ma con grande maturità, di interrompere l’evento. Oggi ci troviamo a discutere di una festa a cui hanno partecipato tante persone, dove nessun intervento delle forze dell’ordine è stato necessario (a differenza di altri eventi che spesso si svolgono durante la movida cittadina), una festa dove non si son registrati danni a cose o persone, una festa in cui l’unica colpa è stata quella di festeggiare e gioire tutti insieme, violando in alcuni momenti le distanze di sicurezza. Tutti noi, ultras, tifosi e semplici cittadini, abbiamo cercato di dare il massimo, mettendoci impegno e passione. Probabilmente tutto questo non è servito, ma sicuramente non giustifica tanto clamore mediatico per criminalizzare una tifoseria ed una città intera. 
Curva Sud”

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