Dopo l’epilogo infelice della stagione 2019/20, conclusasi con la Salernitana al decimo posto in classifica, a Salerno sono stati giorni molto caldi, con la comparsa di numerosi striscioni in città. Nel mirino delle varie anime del tifo granata, c’era la società granata ed in particolare il multi-patron Claudio Lotito, definito “perdente” dagli ultras del cavalluccio marino, che hanno inoltre rimproverato all’imprenditore laziale di riproporre – ormai da cinque anni – lo “stesso film”, con “gli stessi protagonisti e lo stesso finale”.

Clima non molto diverso anche nella città di Bari, dove la tifoseria biancorossa ha cominciato a manifestare malcontento per la (mancata) programmazione della prossima stagione. Il Bari, che in seguito al fallimento di Giancaspro è ripartito due anni fa dal dilettantismo con la famiglia De Laurentiis, quest’anno ha perso la finale playoff di serie C contro la Reggiana e dovrà dunque nuovamente affrontare il torneo di terza serie. L’obiettivo dichiarato della società è quello di riportare il Bari su palcoscenici più consoni al blasone della piazza pugliese ma l’atteggiamento avuto dal club capitanato da De Laurentiis ha infastidito, e non poco, una parte della torcida biancorossa.

Gli ultras dei galletti appartenenti al gruppo Re David 1989, storica sigla della Curva Nord barese, ieri hanno affisso all’esterno dello stadio San Nicola un eloquente striscione: “Programmazione, rispetto e patti chiari… secondi a nessuno: noi siamo Bari!“. Un chiaro segnale, lanciato dagli ultrà pugliesi nei confronti della società che, nei giorni, scorsi, s’era detta concentrata sulla sfida di Champions League che attendeva il Napoli contro il Barcellona. L’idea di avere un club solido e forte economicamente, si va a scontrare dunque con l’ipotesi d’essere una potenziale “succursale” della prima squadra del presidente Aurelio De Laurentiis. Un problema che sta cominciando a pesare…

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