pecollo

«Voi giovani siete delle spugne, dai social imparate e con i social comunicate. È fondamentale e necessario che dai profili di ognuno di noi, di tutti gli influencer dei vari ambiti passino messaggi importanti e autentici».

È un messaggio pieno di autenticità ed energia quello che Stella Pecollo ha voluto lanciare ai Generator + 18 che l’hanno incontrata nella Sala Galileo della Cittadella del Giffoni Film Festival.

La Pecollo, uscita in libreria lo scorso maggio con il suo libro Io sono bella – La leggerezza non è una questione di peso, è ormai un simbolo nella lotta contro il body shaming.

«Il body shaming è bullismo, è dolore. Spesso mi sono ritrovata a sentire per sbaglio i commenti di registi che si prendevano gioco di me per il mio fisico, ho dovuto fare i conti con chi senza pensare alle conseguenze mi ha etichettato con parole tremende», ha raccontato. Poi Stella ha cambiato visuale. «Ho dato valore al mio corpo e messo spalle al muro tutta la negatività che mi circondava».

Messaggi che si trovano anche tra le righe del suo libro. «È stato a tratti terapeutico mettere nero su bianco la mia storia – ha continuato la Pecollo – quasi come chiudere un cerchio per cominciare a costruire con una consapevolezza differente. Spero possa ispirare e motivare chi ha vissuto o vive la mia condizione, spero possa essere un posto felice dove ritrovarsi e riscoprirsi».

E ai giurati che le hanno chiesto come si fa a difendersi dai commenti inopportuni e che feriscono che circolano soprattutto sui social, la Pecollo ha così risposto: «ignorare logora, fare parlare il silenzio e stimolate la conoscenza perché spesso questa cattiveria vola sulle ali dell’ignoranza, di chi logora quello che c’è dall’altra parte. Non lasciatevi andare al silenzio, più combattiamo questa forma di bullismo più la sconfiggiamo e quanto tornate a casa pulite i vostri social delle cose che non vi arricchiscono. Dovete avere fame sempre, dovete nutrivi bene di verità e bellezza. Respirate questa freschezza che c’è qui, Giffoni è tutto questo, è un Festival prezioso perché è fatto di presente e futuro, voi siete tutto quello che serve».

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