di DARIO CIOFFI

La mezzanotte che ha cambiato la storia granata non è solo l’alba d’una nuova era. Ma di due. Quella sportiva, per la Salernitana che verrà, ancora deve cominciare al netto d’umanissime suggestioni che il vento del passaggio di proprietà porta con sé. Quella comunicativa, invece, pare già iniziata da un pezzo, tanto evidente è il punto di discontinuità ch’è stato messo. Sì, perché pur non essendosi ad oggi neppure formalmente insediato, Danilo Iervolino un primato l’ha già stabilito: è il primo presidente social della vecchia Bersagliera del Vestuti.

Un salto nel futuro come un tuffo dalle grandi altezze, eseguito con la sicurezza di chi nelle acque del digital nuota con la disinvoltura della gente di mare dall’esperienza consumata. È il suo mondo, ne conosce il piacere di solcarlo se è piatto e i rischi d’affrontarne le onde quando s’increspa. “Un tecno-entusiasta”, a dirla con una definizione a lui molto cara, che non ignora ma supera le paure dei “tecno-scettici”. E così, a cavallo d’un Capodanno di svolta da far invidia a sceneggiatori talentuosi per come s’è consumato, la Salernitana è passata dall’attesa d’un comunicato dei trustee scritto in burocratese, di quelli che dopo averli letti in otto su dieci sollevavano gli occhi dicendo di non aver capito e gli altri due mentivano, alla prima acquisizione d’una società di calcio annunciata via WhatsApp con due messaggi audio “virali”. E siccome ad ascoltare il primo, mentre s’era già marchiato con l’etichetta di “inoltrato molte volte”, sorgeva il ragionevole dubbio che fosse un fake, l’imprenditore che appena 26enne “s’inventò” la prima università telematica, per poi rivenderla 15 anni dopo a 1 miliardo di euro, ne ha lanciato un altro ancor più esplicito.

Pochi secondi di clip, una notizia e due input: “La Salernitana è nostra! Girate. E festeggiate”. Così, a cavallo del countdown di Amadeus in diretta su Rai 1, si è passati dai contorti tecnicismi delle “offerte subordinate a condizioni e prestazioni collegate ad elementi incerti e futuri inconciliabili con il divieto di ultrattività del trust imposto dall’atto”, a firma dei trustee, a un messaggio vocale che bruciava ogni ritualità e forma di comunicazione tradizionale. Una “notizia bomba” lanciata in un istante, e arrivata ovunque un attimo dopo. Nella più immediata forma d’interazione che oggi l’umanità conosca. WhatsApp, spiegano i cultori del digital, non è un social ma un’App di messaggistica che però ha perfettamente integrato la nuova esistenza d’ognuno di noi, in cui lo smartphone è diventato prolungamento della nostra mano: bastano l’icona verde, quella di Instagram, e la “F” di Facebook una accanto all’altro, tutto il resto appare meno necessario.

Radicato alle sue certezze, padrone degli strumenti, Danilo Iervolino ha cominciato la sua avventura da presidente della Salernitana con due file audio per incendiare il popolo granata, (auto)annunciando quel che nessun comunicato stampa dei trustee ha finora reso noto, prima di scatenarsi l’indomani seguendo una liturgia più comune e però da queste parti comunque rivoluzionaria. Già, perché proprio attraverso le sue pagine FB e IG (“schizzate” in poche ore rispettivamente a oltre 15mila e 6mila followers), il neo patron digital del cavalluccio marino ha raccontato con un post mattutino la sua soddisfazione per l’acquisizione del club granata, poi ha rilanciato i servizi dei Tg di Canale 5 e RaiSport che ne raccontavano la storia, cedendo all’hashtag dei padri fondatori del 1919, “Macte animo”, che ha squagliato i cuori dei tifosi. Non solo: ha concesso le sue prime dichiarazioni a tutti, singolarmente e non a reti unificate.

E qui emerge un altro aspetto dell’approccio di Iervolino al mondo del calcio da “grande comunicatore” (non a mo’ di peana, ma dal titolo d’un libro ch’è materia d’esame universitario in Sociologia della Comunicazione che ha per protagonista Silvio Berlusconi). Infatti, dopo l’irrituale messaggio vocale nella notte di Capodanno e i post nel Day-1 da presidente granata in pectore, l’imprenditore dell’innovazione s’è volentieri prestato a una sfilza d’interviste con ogni modalità, aprendo la porta di casa alla Rai, collegandosi in conference call con altre tv, consumando le batterie dello smartphone nelle classiche telefonate in cui dall’altra parte della cornetta (a dirla romanticamente) c’erano gli interlocutori a taccuino aperto, fieri tradizionalisti e baluardi della certezza che con carta e inchiostro, in punta di penna, vengano fuori ancora ritratti meravigliosi. Insomma, all’annunciata conferenza stampa d’insediamento, Iervolino si presenterà come volto già noto, con quella familiarità che solo i social sono capaci di diffondere, tanto da portarci ad abbracciare fraternamente (persino al tempo del Covid), al primo incontro, gente mai vista in carne e ossa e però vissuta con la reciproca percezione di chi si conosce da sempre per “frequentazioni” post moderne tra commenti, tag e scambi di like.

Va da sé che la dicotomia tra apocalittici e integrati del web non sia figlia della fantasia, e così nel bagno d’affetto popolare del “benvenuto presidente” non sono mancati né mancheranno eccessi che la rete non è capace di governare. Fu per questi motivi che il co-patron granata uscente Marco Mezzaroma, seppur attentissimo a evitare una sovraesposizione pubblica sulla materia calcistica, rinunciò al profilo personale Facebook, terreno ovviamente neppure sfiorato da Claudio Lotito che agli smartphone preferisce ancora il vecchio Startac del tempo che fu. All’epoca dell’esplosione dei social, poco meno di tre lustri fa, alla guida della Salernitana c’era Antonio Lombardi, che sulla scena di Fb è comparso solo dopo essere uscito dal calcio. Oggi irrompe Danilo Iervolino, l’imprenditore “tecno-entusiasta”, il primo presidente digital. L’inizio d’una nuova era, così marcata che pare già partita da un pezzo, anche se di fatto deve ancora cominciare… .

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